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La notte delle verità: Marassi e la proprietà infiammano il brindisi dei Triestina Club

Luca Marsi·
La notte delle verità: Marassi e la proprietà infiammano il brindisi dei Triestina Club

Brindisi natalizio con i soci dei Triestina Club: giovedì 11 dicembre alle 18, nella sede dell’associazione, si è svolto l’appuntamento che ogni anno riunisce la grande famiglia alabardata. Un momento di festa, certo, ma anche di confronto sincero, grazie agli interventi del presidente Sergio Marassi, di Adam Rothstein e dell’amministratore delegato Piero Zangarini.

Un brindisi che arriva in un momento complesso per la Triestina, segnata dalla penalizzazione, dalle difficoltà di classifica e da un’eredità economica pesantissima che continua a pesare sul presente della società. È proprio Marassi, con il suo tono schietto e appassionato, ad aprire la serata: parole che non aggirano la realtà, ma che la affrontano con il rispetto e l’amore di chi vive l’Unione da sempre.

“La salvezza è difficile, lo sappiamo tutti”, ha detto il presidente, ricordando l’avvio tardivo della stagione, l’impossibilità di fare un mercato adeguato, l’assenza di una vera preparazione estiva. Ma ha sottolineato anche la dignità del gruppo, l’impegno dei giocatori e la necessità che tifosi, società e squadra rimangano uniti: “Abbiamo diritto anche noi, ogni tanto, di essere felici.”

Non sono mancati momenti di grande emozione, quando Marassi ha voluto ricordare Bruno Rocco e Vincenzo Cornacchia, figure amatissime della comunità alabardata e scomparse recentemente. L’applauso della sala è stato un abbraccio collettivo.

L’intervento di Adam Rothstein, presentato in inglese e tradotto subito dopo, ha portato uno sguardo più ampio e strutturato. Ha parlato di un progetto di lungo periodo, di una società che intende ricostruire dalle fondamenta, di un club che va reso sostenibile indipendentemente dalla categoria.

“La penalizzazione è un momento della storia, non la storia del club”, ha ribadito, ricordando anche l’esperienza della società in Spagna, retrocessa al primo anno ma capace di risalire immediatamente. Al centro della sua visione: investimenti nei giovani, trasparenza, cultura del lavoro e la necessità di avere accanto una tifoseria presente, viva, parte integrante del progetto.

Il messaggio è stato chiaro:
– gennaio sarà un bivio, e le strategie di mercato dipenderanno dalla distanza reale dalla zona salvezza
– se la permanenza sarà possibile, si agirà subito
– in caso contrario, si inizierà a costruire con lucidità la squadra del futuro

L’amministratore delegato Piero Zangarini ha ribadito la volontà di investire sul settore giovanile, l’importanza di guardare avanti senza farsi bloccare dal passato e la necessità imprescindibile del sostegno della piazza.

La serata si è chiusa con un clima di affetto, a tratti di commozione, a tratti di speranza: il brindisi natalizio è diventato così un gesto di comunità, un abbraccio collettivo attorno all’Unione, tra realismo e orgoglio, tra preoccupazione e fiducia.

Perché, come più volte ricordato, la Triestina è una famiglia, e nelle famiglie si affrontano insieme anche i momenti più duri, con la speranza ostinata di un futuro migliore.

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