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Trieste, Sara Lombardi racconta la notte del titolo: «Piangevo e ridevo insieme» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Sara Lombardi racconta la notte del titolo: «Piangevo e ridevo insieme»  (VIDEO)

«Piangevo, ridevo insieme». Sara Lombardi ha raccontato così i momenti successivi alla conquista del titolo italiano dei supermosca, ottenuto il primo agosto a Trieste. Una vittoria cercata con determinazione, arrivata dopo un incontro che la pugile ricorda come una battaglia capace di consumare ogni energia.

Intervistata da Andrea Pastine dalla Terrazza Fotomauro, nel Villaggio Barcolana, la campionessa ha ripercorso il match disputato a Borgo San Sergio. Al centro del racconto ci sono la fatica, l’adrenalina e l’emozione di raggiungere l’obiettivo davanti alla propria città.

Sul ring con un solo pensiero

«Lo volevo proprio vincere, avevo quell’obiettivo in testa», ha spiegato Lombardi. Il ricordo dell’incontro parte dalla volontà con cui era salita sul ring: conquistare quella cintura per la quale aveva lavorato e nella quale credeva.

«Sono andata sul ring, è stata una battaglia», ha aggiunto. Una definizione che restituisce la durezza del confronto senza nascondere il prezzo fisico pagato per arrivare al risultato.

Sara ha raccontato di aver esaurito tutte le proprie energie e di essersi portata dietro la stanchezza anche dopo la conclusione del match. «Sono rimasta due settimane con la stanchezza addosso», ha detto. La vittoria, nel suo racconto, conserva quindi anche il ricordo concreto di uno sforzo prolungato.

L’adrenalina e la commozione del pubblico

Il momento del successo non ha cancellato immediatamente la tensione accumulata. Lombardi ha descritto un intreccio di sensazioni, con l’adrenalina ancora presente e la gioia che si esprimeva contemporaneamente attraverso il sorriso e il pianto.

«Piangevo, ridevo insieme, poi la gente che piangeva», ha ricordato. Un’emozione personale che ha trovato una risposta anche nelle persone presenti, rendendo la conquista del titolo un momento condiviso.

Il fatto di aver combattuto a Borgo San Sergio è rimasto un dettaglio importante della sua memoria. «È stato molto particolare, è stato bellissimo comunque», ha raccontato, soffermandosi sulla cornice del match e sul valore di aver raggiunto quel risultato a Trieste.

Una cintura desiderata e un successo dedicato alla città

«La volevo tanto quella cintura, ci tenevo, ci credevo e l’abbiamo avuta». In queste parole Lombardi ha riassunto il percorso emotivo che l’ha accompagnata fino alla vittoria.

Il legame con Trieste è tornato anche nella parte conclusiva dell’intervista, quando ha spiegato quanto fosse stata importante per lei la dimensione cittadina del successo: «Ho vinto il titolo italiano, l’ho fatto proprio per la mia città, per Trieste».

La soddisfazione non riguarda soltanto il risultato individuale. Sara ha espresso l’orgoglio di averlo ottenuto nella propria città, dove continua a riconoscere un significato speciale al fatto di combattere.

Ora quella notte rappresenta il punto di partenza della prossima sfida. Il 15 novembre, a Chiarbola, dovrà difendere la cintura. Il ricordo della conquista resta vivo, ma la campionessa ha già indicato il nuovo obiettivo: continuare a tenerla a Trieste.

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