AI “imbriaghela”, pagina social pubblica piazza Unità dopo dieci calici “de quel bon”

Se l’intelligenza artificiale fosse una persona, davanti a questa piazza Unità verrebbe da consigliarle un caffè e una passeggiata per schiarirsi le idee. La ricostruzione pubblicata da una pagina social rimescola infatti il cuore di Trieste con una disinvoltura sorprendente: palazzi rimaneggiati, prospettive stravolte e mare sistemato in una posizione incompatibile con la piazza reale.
Un’AI “imbrieghela”, per dirla alla triestina: è la battuta che viene davanti a un algoritmo che sembra aver perso l’orientamento e cominciato a spostare edifici come sedie alla fine di una festa. L’ebbrezza, naturalmente, è soltanto una metafora dell’assurdità del risultato.
Il Municipio trasloca, ma nessuno lo ha avvertito
Sul fondo compare un edificio con una torre dell’orologio che richiama il Municipio, ma ne restituisce una versione alterata. Alla sua destra si apre il mare, lungo il bordo della pavimentazione.
Peccato che il Municipio e l’apertura sul mare si trovino sui lati opposti della piazza. Qui, invece, l’intelligenza artificiale ha deciso di riorganizzare tutto. Con quale criterio non è dato sapere: probabilmente lo stesso con cui, dopo qualche bicchiere immaginario di troppo, si potrebbe sostenere che per andare sulle Rive bisogna passare dal salotto del sindaco.
La scena ha una luce piacevole. La geografia, però, avrebbe bisogno di qualcuno che la riaccompagnasse a casa.
Un po’ di Trieste, molto di fantasia
Sul lato sinistro si susseguono facciate monumentali, archi e finestre. Ci sono lampioni, aste portabandiera e una grande superficie pavimentata: gli elementi utili a suggerire una piazza importante non mancano.
Manca il rispetto della piazza vera. L’effetto è quello di una ricostruzione fatta da qualcuno che ha visto Trieste una volta, ricorda che era bellissima e prova a ridisegnarla senza essere più tanto sicuro di dove fossero le cose.
Il risultato può ingannare a una prima occhiata, soprattutto chi non conosce la città. Basta soffermarsi sulla disposizione degli edifici perché la cartolina cominci a perdere pezzi.
L’algoritmo inventa, chi pubblica dovrebbe controllare
Ed è qui che la battuta sull’AI “imbrieghela” lascia spazio alla critica. Un programma può generare una rappresentazione sbagliata, anche molto convincente. Prima di pubblicarla per raccontare un luogo reale, serve verificare che quel luogo ci sia davvero.
In questo caso non parliamo di una finestra in più o di un lampione fuori posto. È l’impianto della piazza a essere stravolto. Una bella luce non corregge un Municipio reinventato e un mare finito dalla parte sbagliata.
Per una pagina che richiama i luoghi d’Italia, l’attenzione alla loro riconoscibilità dovrebbe essere il punto di partenza.
Piazza Unità è già bella: basta lasciarla dov’è
Trieste non ha bisogno che un algoritmo le risistemi il centro. Piazza Unità ha già i suoi palazzi, le sue proporzioni e la sua apertura sul mare: una composizione che merita di essere mostrata con precisione.
L’AI, stavolta, ha fatto confusione. Il problema è che quella confusione è arrivata alla pubblicazione.
Prima della prossima cartolina, dunque, meglio farle passare la sbornia digitale. E soprattutto controllare che il Municipio sia tornato al suo posto.
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