domenica 18 ottobre 2026
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Trieste, Marchesich provoca sui social: «A casa nostra si mangia ćevapčići, ražnjići e no cuscus»

redazione·
Trieste, Marchesich provoca sui social: «A casa nostra si mangia ćevapčići, ražnjići e no cuscus»

«A casa nostra si mangia Ćevapčići, Ražnjići e no cuscus!!!». Giorgio Marchesich, presidente della Federazione del Territorio Libero, affida a Facebook un messaggio che accosta preferenze gastronomiche e richiamo all’appartenenza.

Una frase breve, scandita da tre punti esclamativi, nella quale i due piatti vengono contrapposti al cuscus. Il riferimento a “casa nostra” dà alla pubblicazione un tono identitario, senza che il testo specifichi destinatari o circostanze particolari.

La provocazione passa dalla cucina

Marchesich sceglie un linguaggio immediato, senza accompagnare la propria affermazione con ulteriori spiegazioni. Il messaggio si esaurisce nell’indicazione delle pietanze e nell’esclusione del cuscus.

Ad accompagnarlo è una raffigurazione surreale di un personaggio con il volto di un maiale, vestito da cuoco, impegnato ai fornelli in una cucina professionale.

Nessun riferimento esplicito a vicende specifiche

Nel post non vengono citati provvedimenti, associazioni o esponenti politici. Non sono quindi esplicitati collegamenti con altre vicende del dibattito cittadino.

La presa di posizione resta concentrata sul contrasto gastronomico scelto dall’autore e su quel “a casa nostra” che ne costituisce l’apertura e il principale richiamo all’identità.

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