Trieste, battaglia per i pini di Grignano: «Fedriga, da che parte state?», presidio in piazza Unità

Sospendere il cantiere e riaprire il confronto sul futuro dei pini di Grignano. È la richiesta delle associazioni che rilanciano la mobilitazione dopo l’incontro con la Direzione regionale responsabile del progetto e annunciano un presidio lunedì 19 ottobre alle 18 in piazza Unità, sotto la sede della Regione.
Il Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste APS, il Gruppo Riva Massimiliano e Carlotta, l’associazione Costituzione32 e il WWF Friuli Venezia Giulia hanno scritto al presidente Massimiliano Fedriga, contestando l’esito del confronto e chiedendo adesioni a una lettera aperta. Nel fine settimana è previsto anche un volantinaggio.
Al centro della protesta restano gli abbattimenti previsti nell’ambito dell’intervento sull’area di Grignano e il rapporto tra tutela degli alberi, parcheggi e fruizione pubblica del lungomare.
Le recinzioni e l’incontro in Regione
Secondo quanto riferiscono le associazioni, lunedì scorso sono comparse le grate da cantiere a delimitare l’area destinata agli abbattimenti. Un passaggio che sembrava chiudere la possibilità di modificare le scelte progettuali, ma al quale i promotori della protesta hanno deciso di rispondere con nuove iniziative.
Il successivo incontro di giovedì con la Direzione regionale non avrebbe prodotto, nella loro valutazione, aperture.
«Ci chiediamo perché ci abbiano convocati, visto che non c’è stata alcuna intenzione di mediare», dichiara Renato La Rosa, vicepresidente del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste.
La Rosa sostiene che durante il confronto la Direzione abbia cercato di convincere le associazioni dell’inevitabilità degli abbattimenti, presentando una motivazione che giudica diversa da quelle riportate in precedenza negli atti.
La contestazione sulle motivazioni degli abbattimenti
Secondo la ricostruzione delle associazioni, durante l’incontro sarebbe stato spiegato che le precedenti fasi progettuali non avevano tenuto conto delle linee guida nazionali che prevedono uno stallo ogni due barche.
La Rosa mette questa spiegazione a confronto con due precedenti riferimenti documentali. Il primo è una nota informativa del 2025 della responsabile unica del procedimento, nella quale veniva prospettata, per ragioni di continuità e omogeneità progettuale, la possibilità di estendere alla parte meridionale dei parcheggi la soluzione prevista a nord, consistente nell’abbattimento dei pini.
Il secondo è la relazione della variante, che, nei passaggi citati dalle associazioni, richiama «spinte alla modifica della zona sud» emerse durante l’approvazione del progetto esecutivo, per un’eccessiva penalizzazione del numero di posti auto. Nella stessa relazione la variante viene descritta come il risultato di «lunghe mediazioni e confronti».
«A quale versione dovremmo credere?», domanda La Rosa.
Alberi e parcheggi, il nodo delle priorità
Le associazioni contestano il peso attribuito alle esigenze di sosta rispetto alla conservazione degli alberi e al valore paesaggistico dell’area.
La Rosa sostiene che le linee guida richiamate per i parcheggi non costituiscano un vincolo e chiede perché non vengano considerate con altrettanta attenzione le indicazioni nazionali ed europee sulla tutela del patrimonio arboreo.
Nel suo intervento richiama le funzioni degli alberi nella mitigazione delle emissioni climalteranti e nell’adattamento climatico, oltre al Regolamento europeo per il ripristino della natura, citato a sostegno della salvaguardia della copertura arborea negli ecosistemi urbani.
Il punto politico della contestazione riguarda il bilanciamento degli interessi: per le associazioni, la conservazione degli alberi e l’utilizzo pubblico dell’area devono avere un ruolo centrale nelle decisioni.
La zona sud nel progetto del 2024
Un altro elemento richiamato è la configurazione prevista dal progetto esecutivo del 2024. Secondo quanto riportato nel comunicato, la zona sud era concepita come uno spazio prevalentemente pedonale, destinato anche ad attività ricreative e definito «passeggiata a mare».
Erano previsti accessi controllati e riservati ai concessionari delle marine, con nove parcheggi all’interno dell’area controllata.
Le associazioni contrappongono questa impostazione alle modifiche successive e chiedono conto delle ragioni che hanno portato a rivedere l’organizzazione degli spazi.
La Rosa osserva inoltre che l’intervento viene definito negli atti come «intervento urgente di ripristino» della pavimentazione, pur essendo trascorsi, secondo la ricostruzione fornita, quasi otto anni dall’avvio della progettazione preliminare.
Le domande su trasparenza e quadro economico
Nel comunicato vengono sollevati anche interrogativi sul percorso amministrativo. Il riferimento alle “spinte” contenuto nella relazione progettuale viene interpretato dalle associazioni come un elemento sul quale chiedere chiarimenti in termini di imparzialità e trasparenza.
Si tratta di contestazioni formulate dai promotori della mobilitazione, che chiedono perché alle esigenze di parcheggio legate al turismo e alle concessioni demaniali marittime sarebbe stato riconosciuto un interesse prevalente rispetto alla fruizione pubblica generale dell’area non in concessione.
La Rosa domanda inoltre se il quadro economico sia stato aggiornato a seguito delle modifiche. Nel comunicato osserva che l’importo dei lavori non sembrerebbe cambiato e chiama in causa appaltatore, direzione lavori e Regione per ottenere spiegazioni.
Contesta infine l’utilizzo della variante, sostenendo che questo strumento non possa stravolgere le finalità del progetto esecutivo già appaltato.
La lettera a Fedriga e il richiamo all’intervento conservativo
Le associazioni si rivolgono direttamente al presidente della Regione, richiamando l’intervento conservativo che, secondo il loro comunicato, Fedriga aveva preannunciato nel 2021.
«Presidente, diciamolo chiaramente: l’intervento conservativo da Lei preannunciato nel comunicato nel 2021 si poteva realizzare», affermano.
Ai rappresentanti regionali viene contestata una scelta che, nella lettura dei firmatari, avrebbe trascurato il patrimonio arboreo, il paesaggio e la volontà dei cittadini. Da qui la richiesta di una presa di posizione del governatore e la domanda che accompagna la mobilitazione: «Fedriga, da che parte state?».
Lunedì il presidio in piazza Unità
Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 19 ottobre alle 18 in piazza Unità, sotto la sede della Regione.
Con il presidio, il volantinaggio e la lettera aperta, le associazioni intendono sostenere la richiesta di sospensione del cantiere e ottenere un nuovo confronto sulle possibilità di conservare i pini. La mobilitazione porta così il caso Grignano davanti alla sede regionale, chiedendo una risposta politica prima che gli abbattimenti rendano irreversibili le scelte contestate.
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