Trieste abbraccia Mario e Leonardo: 30mila chilometri in Vespa da Sydney, un viaggio lungo dieci mesi (VIDEO)

Dieci mesi di viaggio, circa 30mila chilometri e una ventina di Paesi attraversati, fino all’arrivo a Trieste nel primo pomeriggio di sabato 17 ottobre. Mario e suo figlio Leonardo, conosciuti come “Due caschi”, hanno raggiunto la città al termine di una straordinaria avventura in Vespa partita da Sydney, in Australia.
Per Mario, triestino che vive in Australia, l’arrivo ha il significato di un ritorno alle proprie radici. Per Leonardo, dieci anni, nato in Australia e capace di raccontarsi in italiano, è l’incontro con la città del papà, raggiunta dopo mesi trascorsi insieme tra strade, frontiere e nuove conoscenze.
Ad accoglierli anche motoclub e Vespa club riuniti al confine, per accompagnare il momento conclusivo di un percorso che Mario riassume con poche parole: «30.000 chilometri, 20 Paesi più o meno e memorie per sempre».
Da un giro in Thailandia all’avventura fino a Trieste
L’idea di un viaggio così lungo non è nata tutta insieme. Mario ha raccontato che il primo passo è stato un giro con Leonardo nel nord della Thailandia.
«Il viaggio ha iniziato un po’ come uno scherzo», ha spiegato. Da quell’esperienza è arrivata la domanda che ha cambiato la dimensione dell’avventura: perché non andare più lontano?
Padre e figlio hanno così deciso di proseguire. Nel racconto di Mario, il percorso li ha portati in Vespa fino a Bali, per poi continuare via terra verso la destinazione triestina.
Un progetto cresciuto strada facendo e diventato dieci mesi di vita condivisa, durante i quali il viaggio ha assunto un valore che va oltre la distanza percorsa.
L’accoglienza di Trieste e l’incontro con i club
L’arrivo è stato accompagnato dall’entusiasmo delle persone venute a incontrarli. Mario ha voluto sottolineare proprio questo aspetto, ringraziando per il calore ricevuto.
«Guarda che accoglienza da tutti quanti», ha raccontato, ricordando i motoclub e i Vespa club che si sono raccolti al confine per trovarli.
Per un triestino che vive dall’altra parte del mondo, raggiungere la propria città insieme al figlio dopo un viaggio così lungo significa riunire due parti della propria vita: quella costruita in Australia e quella legata alle origini. Questa volta a collegarle sono stati una Vespa e migliaia di chilometri percorsi insieme.
«Ce la facciamo, siamo insieme!»
Tra i passaggi più intensi del racconto c’è il ruolo di Leonardo nei momenti di stanchezza del papà. Mario ha spiegato che il figlio è stato una presenza capace di incoraggiarlo e aiutarlo ad andare avanti.
Quando lui sentiva la fatica, Leonardo rispondeva: «No, ce la facciamo, siamo insieme!».
Una frase che restituisce il significato più personale dell’impresa. Il viaggio non è stato soltanto quello di un padre che accompagna il figlio: nelle parole di Mario emerge anche un bambino capace di sostenere il papà.
Mario ha descritto Leonardo come una parte essenziale dell’avventura, riconoscendogli una forza interiore e una determinazione che lo hanno colpito.
Leonardo: scoprire il papà da un altro lato
Anche Leonardo ha raccontato l’esperienza, parlando in italiano del tempo trascorso con il padre. Nel suo ricordo trovano spazio il buonumore e il grande cuore del papà, aspetti che il viaggio gli ha permesso di conoscere più da vicino.
«Puoi vedere il tuo migliore amico da un altro lato», ha detto.
È una delle frasi che meglio raccontano questi dieci mesi: la possibilità di scoprirsi attraverso la quotidianità, condividendo le giornate e affrontando insieme ciò che il percorso presenta.
Accanto all’impresa sulle strade, emerge così la storia di un legame cresciuto nel tempo passato fianco a fianco.
Il mare, i giochi e gli incontri con gli altri bambini
Alla domanda sui luoghi preferiti, Leonardo ha richiamato soprattutto la costa, il mare, le nuotate e i giochi con i bambini del posto.
Non ha indicato un singolo Paese: a restargli nel cuore sono state le esperienze vissute e le persone incontrate. Nei suoi ricordi, il piacere di giocare con altri bambini occupa uno spazio particolare.
Un modo di raccontare il mondo attraverso momenti semplici, che per lui rappresentano una parte preziosa del viaggio.
Il primo sguardo su Trieste: «Per adesso lo adoro, è bellissimo»
Appena arrivato, Leonardo ha già espresso entusiasmo per Trieste. Alla domanda se gli piacerebbe tornarci a vivere tra qualche anno, ha risposto lasciandosi il tempo di conoscerla meglio.
«Magari devo vederlo un po’ di più, ma per adesso lo adoro, è bellissimo».
Per ora c’è una città da scoprire: quella del papà, diventata finalmente una destinazione raggiunta dopo mesi in cammino.
Nuove avventure dopo i primi dieci mesi
L’arrivo a Trieste segna una tappa fondamentale, ma Mario non considera esaurita la voglia di partire.
Alla domanda su nuove avventure, la risposta è stata netta: «Sicuramente, questo ha aperto una porta per tutti e due».
Dopo circa 30mila chilometri, il patrimonio più importante resta nelle parole scambiate lungo la strada: l’incoraggiamento di Leonardo quando il papà era stanco, il riconoscimento di Mario per la forza del figlio e la scoperta reciproca raccontata dal bambino. A Trieste sono arrivati i “Due caschi”, con dieci mesi di ricordi e un’avventura da custodire insieme.
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