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Politica

Stop pasti migranti piazza Libertà, AVS: «Ogni gesto di solidarietà diventa un bersaglio politico»

redazione·
Stop pasti migranti piazza Libertà, AVS: «Ogni gesto di solidarietà diventa un bersaglio politico»

Le restrizioni all’attività dei volontari in piazza Libertà diventano terreno di scontro politico. Elisa Moro e Tiziana Cimolino, di Alleanza Verdi e Sinistra Trieste, contestano il provvedimento della Questura e le dichiarazioni di Massimiliano Fedriga e Pierpaolo Roberti, chiedendo attenzione alle conseguenze per le persone che ricevono assistenza.

Al centro del loro intervento c’è il divieto di distribuire pasti durante il fine settimana e la necessità di chiarire chi debba rispondere ai bisogni di chi vive in strada.

«È questo il paradosso delle restrizioni»

Le due esponenti rossoverdi aprono la propria presa di posizione contrapponendo le limitazioni agli aiuti alla condizione delle persone assistite.

«A Trieste dare da mangiare a una persona affamata durante il fine settimana diventa un problema, mentre lasciare quella stessa persona senza assistenza sembra non esserlo», dichiarano.

«È questo il paradosso delle restrizioni imposte ai volontari di piazza Libertà», aggiungono, sostenendo che le dichiarazioni di Fedriga e Roberti rendano la situazione ancora più grave.

La critica a chi rivendica le misure

Moro e Cimolino contestano il modo in cui i rappresentanti del governo regionale sostengono le restrizioni.

«Colpisce la disinvoltura con cui chi governa rivendica queste misure, quasi che impedire la distribuzione di un pasto rappresentasse una conquista per la città», affermano.

La loro obiezione riguarda soprattutto quella che considerano una mancanza di attenzione alle conseguenze concrete: le persone che potrebbero restare senza aiuto e l’individuazione di chi dovrebbe occuparsene.

«Non una parola sulle persone che resteranno senza assistenza, né su chi dovrebbe farsene carico», sostengono.

Il tema delle persone costrette a vivere in strada

Nella lettura proposta da AVS, il confronto pubblico rischia di concentrarsi sull’attività dei volontari anziché sulle condizioni di chi ha bisogno di un pasto, di una coperta e di assistenza.

«Il problema, evidentemente, non è che ci siano persone costrette a vivere in strada, ma che qualcuno se ne occupi rendendo visibile una realtà che si preferirebbe ignorare», dichiarano Moro e Cimolino.

È su questo punto che le due esponenti chiedono di spostare l’attenzione: dalla contestazione degli aiuti alle responsabilità nella gestione delle situazioni di bisogno.

«Piazza Libertà terreno di propaganda permanente»

La conclusione dell’intervento contiene un’accusa politica alla destra, alla quale Moro e Cimolino attribuiscono l’utilizzo della questione migratoria per alimentare il consenso.

«La destra ha trasformato piazza Libertà in un terreno di propaganda permanente, dove le persone migranti vengono utilizzate per alimentare consenso e ogni gesto di solidarietà diventa un bersaglio politico», affermano.

Per le rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, prendersela con chi distribuisce cibo e coperte significa evitare il confronto sulle responsabilità di governo. La richiesta che emerge dalla loro presa di posizione è quindi riportare al centro l’assistenza alle persone e le risposte da garantire anche durante il fine settimana.

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