lunedì 19 ottobre 2026
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Sport

Il Campione di tennis tavolo Paralimpico Matteo Parenzan testimonial della Mujalonga sul Mar 2023

Luca Marsi·
Un talento del tennis tavolo, capace già di scrivere pagine indelebili della storia italiana della
disciplina e desideroso di arrivare alle Paralimpiadi di Parigi 2026 con l’intenzione di mettersi al
collo una medaglia. Matteo Parenzan, pongista dell’Ask Kras di Sgonico e campione del mondo
nel 2022 della sua categoria, è il testimonial sia della Mujalonga Sul Mar (21-23 aprile) che
della Trieste Spring Run (2-7 maggio).
Il diciannovenne triestino, portabandiera alla Cerimonia di Chiusura delle Paralimpiadi di Tokyo,
sarà presente sulla riviera muggesana nell’evento (la Mujalonga Sul Mar), curato dall’Asd Trieste
Atletica Aps e che proprio tra tre settimane festeggerà i primi vent’anni di vita. “Per me è un’onore
e un piacere poter essere protagonista ad una manifestazione che riesce a coniugare l’agonismo e lo
spettacolo dei mezzofondisti professionisti a appuntamenti, come la la Family Color Run, che vogliono
lanciare un forte messaggio all’insegna dell’inclusione e della bellezza dello sport fatto a qualsiasi età
e a qualsiasi livello”.
E forte del suo messaggio “QuiNessunoVaInPanchina” la Trieste Atletica anche quest’anno
accoglierà sulla linea di partenza della Family Color Run i protagonisti del progetto di
inclusione sportiva “Atleti Anche Noi” dedicato ai
giovani con disabilità intellettivo relazionali e nato per dare la possibilità a quest’ultimi di
coltivare una passione sportiva e soprattutto di farlo, attraverso un percorso graduale, accanto e
assieme ai coetanei normodotati. Sul ruolo fondamentale che lo sport può rivestire in termini di
inclusione e crescita personale all’interno di una società senza venirne escluso Matteo Parenzan
non ha dubbi: “Lo Sport paralimpico mi permette di avere una maggiore consapevolezza della
mia disabilità, riconoscendo i miei deficit, ma allo stesso tempo mi consente di abbattere le
barriere di ogni genere, portandomi ad essere alla pari dei miei coetanei e di sfidare anche
atleti normodotati e non solo paralimpici. Lo Sport può essere sinonimo di uguaglianza. Quando
ero piccolo vedevo la mia disabilità come un grande problema poi crescendo sono riuscito a
trovare la condizione ideale, lo sport in questo caso, per riuscire ad esprimere la mia
personalità e a raccontare la disabilità come una particolarità della mia persona”.

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