Studenti in piazza il 30 ottobre: «Niente occupazione, sì a una manifestazione pacifica per la nostra istruzione»
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Un’iniziativa nata dal dialogo ha un obiettivo chiaro e condiviso: chiedere una scuola migliore, più vicina alla realtà e capace di prepararci alla vita vera. Nelle ultime settimane si è parlato molto dell'organizzazione di una protesta legata al Liceo Carducci. Un gruppo di ragazzi, che si é trovato per caso con idee comuni, vuole dar voce agli studenti "che non vengono ascoltati". Contattati telefonicamente ci fanno sapere che desiderano fare subito chiarezza: "Noi sostenitori di questa manifestazione non abbiamo nulla a che fare con le ipotesi di occupazione della sede. La nostra è una scelta consapevole, matura e responsabile. Crediamo fermamente che il cambiamento non passi attraverso la forza o il blocco delle attività, ma attraverso la partecipazione, il confronto e una manifestazione totalmente pacifica e priva di ogni forma di violenza".
"La scuola attuale ci offre nozioni, ci prepara agli esami e ci valuta, ma moltissimi di noi, una volta superato l'esame di maturità, si trovano del tutto disorientati di fronte al mondo reale. Ci chiediamo come sia possibile gestire una vita autonoma dopo il diploma quando mancano le basi per orientarsi tra burocrazia, contratti di lavoro e diritti personali. Per questo chiediamo che la nostra formazione non si limiti ai programmi tradizionali, ma ci fornisca strumenti concreti per affrontare ciò che ci aspetta al di fuori delle mura scolastiche".
"A questo si aggiunge un tema fondamentale come quello dell'informazione. Oggi la maggior parte dei giovani riceve notizie quasi esclusivamente dai social network, un canale che spesso genera confusione, disinformazione e narrazioni distorte. Crediamo che la scuola debba tornare a essere il luogo primario del dibattito e dell'approfondimento, affrontando direttamente in classe com'è realmente il mondo esterno, con spirito critico, dati oggettivi e momenti di confronto guidati che permettano a ciascuno di sviluppare un pensiero indipendente".
Dunque concludono: "Il futuro della nostra istruzione è nelle nostre mani, ma oggi ci sembra affidato a un sistema che non sta rispondendo adeguatamente ai nostri bisogni. Se vogliamo un domani migliore, dobbiamo far sentire la nostra voce oggi. Invitiamo tutti gli studenti a interessarsi a queste tematiche e a unirsi a noi il 30 ottobre per una manifestazione pacifica di solidarietà, per costruire insieme una scuola che ci ascolti, ci prepari davvero e non ci lasci soli di fronte al domani".
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