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Cronaca

Porto di Trieste, i container rialzano la testa: merci a 45,2 milioni di tonnellate, crescita del 3,1%

redazione·
Porto di Trieste, i container rialzano la testa: merci a 45,2 milioni di tonnellate, crescita del 3,1%

Il porto di Trieste cresce nei primi nove mesi del 2026 e ritrova il segno positivo anche nei container. Da gennaio a settembre lo scalo giuliano ha movimentato 45,2 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato sostenuto dall’aumento delle rinfuse liquide, dalla tenuta del Ro-Ro e dal recupero del traffico containerizzato, protagonista di un terzo trimestre in forte espansione.

Considerando insieme Trieste e Monfalcone, il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale supera i 47,9 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,78%. Il bilancio dei nove mesi evidenzia un rafforzamento rispetto al primo semestre, che si era chiuso con un aumento dello 0,67%. Rimane invece critica la situazione ferroviaria, condizionata dalle limitazioni sui corridoi europei e dalle restrizioni a Tarvisio Boscoverde.

Container, il recupero estivo riporta il bilancio in positivo

Il dato di maggiore rilievo riguarda la ripartenza dei container nel porto di Trieste. Dopo la flessione registrata fino a giugno, il comparto chiude settembre con 528.125 TEU, in aumento del 2,5% rispetto ai primi nove mesi del 2025.

A cambiare il passo è stato il terzo trimestre, durante il quale sono stati movimentati 165.502 TEU, con una crescita del 22,3%. Un’accelerazione che ha consentito di recuperare il terreno perso nella prima parte dell’anno e di riportare il saldo complessivo sopra i livelli del periodo di confronto.

Il risultato arriva in uno scenario internazionale complesso, segnato dalle tensioni sulle rotte tra Asia, Medio Oriente ed Europa e dalla progressiva ridefinizione delle catene di approvvigionamento. In questo contesto, lo scalo giuliano registra incrementi nei principali segmenti merceologici e consolida la propria capacità di intercettare i flussi diretti verso l’Europa centro-orientale.

Rinfuse liquide a 32,3 milioni di tonnellate

Le rinfuse liquide raggiungono 32,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,9%. Il dato conferma il peso del comparto energetico nell’attività dello scalo e il ruolo di Trieste nei rifornimenti destinati ad Austria, Germania e Repubblica Ceca, servite dall’oleodotto transalpino.

In crescita anche le merci varie, che arrivano a 12,8 milioni di tonnellate, segnando un aumento dello 0,98%. Le rinfuse solide raggiungono invece 104.086 tonnellate, con una variazione positiva del 34,98%.

Ro-Ro in crescita, il raddoppio con Damietta amplia le prospettive

Prosegue l’espansione del traffico Ro-Ro, che nei primi nove mesi conta 241.034 unità, in aumento del 3,4%, su un totale di 256.989 veicoli, cresciuto dell’1,51%.

Il comparto conferma la solidità dei collegamenti con la Turchia e il ruolo dello scalo nello Short Sea Shipping. A sostenere le prospettive del settore interviene inoltre il raddoppio della linea con Damietta, destinato a intensificare i rapporti con l’Egitto e ad ampliare il raggio d’azione del porto nel Mediterraneo sud-orientale.

L’evoluzione di questi collegamenti rappresenta uno degli elementi sui quali l’Autorità portuale fonda le aspettative per l’ultima parte del 2026.

Ferrovia in difficoltà: pesano i corridoi europei e Tarvisio Boscoverde

A fronte della crescita dei traffici marittimi, il trasporto ferroviario continua a risentire delle limitazioni infrastrutturali. Nei primi nove mesi dell’anno, a Trieste sono stati operati 5.206 treni, con una diminuzione del 14,01%.

Sul risultato incidono le restrizioni che interessano da tempo i corridoi europei, riducendo la capacità disponibile e condizionando la regolarità dei servizi programmati.

A queste difficoltà si è aggiunta la chiusura dell’impianto di Tarvisio Boscoverde, prevista da RFI tra la fine di agosto e settembre. Dalla metà di settembre è seguita una riapertura parziale, limitata a una fascia notturna di dieci ore. Un vincolo che si inserisce in un quadro già complesso per i collegamenti ferroviari dello scalo.

Monfalcone riduce il calo, crescono le merci varie

Il porto di Monfalcone chiude il periodo gennaio-settembre con 2,7 milioni di tonnellate, in diminuzione del 15,68%. Il confronto resta negativo, ma il divario si riduce sensibilmente rispetto al -24,9% registrato nei primi sei mesi.

La contrazione riguarda soprattutto le rinfuse solide, pari a 2,1 milioni di tonnellate, in calo del 22,80%. Il raffronto risente ancora dei volumi eccezionali del 2025, quando molte imprese avevano anticipato gli acquisti in vista del CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

Nel quadro delineato dall’Autorità portuale, sul settore incidono anche le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz e le forti oscillazioni dei prezzi di gas ed energia elettrica, con ripercussioni sulle importazioni e sulle attività di trasformazione industriale.

Si muovono invece in direzione opposta le merci varie, che raggiungono 682.793 tonnellate, con una crescita del 16,69%.

Veicoli, a settembre un segnale di recupero a Portorosega

A Monfalcone i veicoli commerciali movimentati nei nove mesi sono 65.093, in diminuzione del 15,52%. Il solo mese di settembre offre però un segnale di recupero: le unità salgono a 7.264, con un incremento del 9,91% rispetto allo stesso mese del 2025.

Anche a Portorosega il bilancio ferroviario presenta una flessione. I treni operati nel periodo sono stati 1.579, in calo del 9,72%.

Il quadro dello scalo monfalconese resta quindi articolato, con la riduzione delle rinfuse solide che si accompagna alla crescita delle merci varie e al miglioramento mensile dei veicoli commerciali.

Consalvo: «La ripresa dei container è il risultato che più ci soddisfa»

«I numeri dei primi nove mesi evidenziano un porto in salute, capace di crescere anche in una fase internazionale instabile e critica», dichiara Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Al centro della sua valutazione c’è il recupero del traffico containerizzato: «La ripresa dei container, dopo un primo semestre difficile, è il risultato che più ci soddisfa, perché dimostra che il lavoro svolto insieme a operatori e compagnie di navigazione sta dando i suoi frutti».

Il presidente richiama anche le opportunità legate allo sviluppo delle rotte: «Le nuove linee ro-ro, a partire dal raddoppio del collegamento con Damietta, offrono prospettive importanti e ci permettono di guardare alla chiusura dell’anno con fiducia».

Rimane aperto il fronte dei collegamenti su rotaia, sul quale Consalvo indica la necessità di proseguire il confronto: «Resta aperta la questione ferroviaria, sulla quale continueremo a confrontarci con RFI e con i gestori delle reti europee per garantire alle imprese collegamenti all’altezza del ruolo di Trieste».

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