domenica 30 agosto 2026
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Suicidio al carcere di Trieste: Capozzi (M5S) denuncia un sistema carcerario al collasso

Luca Marsi·
Suicidio al carcere di Trieste: Capozzi (M5S) denuncia un sistema carcerario al collasso

"Una sconfitta per tutti! Per le istituzioni carcerarie, per la società civile e anche per la politica che, ancora una volta, non sono riuscite a evitare una tragedia quasi annunciata. Il suicidio del giovane di nazionalità egiziana avvenuto a Trieste punta nuovamente i riflettori sulle mura del Coroneo, ma anche di tutte le analoghe strutture italiane, per un atto che sarebbe stato necessario prevenire e scongiurare".

Lo ribadisce, in una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), ricordando di aver chiesto più volte l'intervento delle autorità preposte e delle Istituzioni per "combattere il sovraffollamento degli spazi, la carenza di personale e un sistema che va urgentemente rivisto per evitare gesti estremi come quello del quasi trentenne,
incarcerato nel capoluogo giuliano senza ancora una condanna e, comunque, a causa di un reato minore. Ora più che mai - aggiunge - ce lo dice anche l'Europa: la popolazione carceraria va ridotta e urgono riforme che concedano misure alternative alla detenzione e puntino a un corretto reinserimento attraverso soluzioni come i percorsi di formazione professionale".

"Di certo, i dati forniti dalle associazioni impegnate contro questi drammi nelle case circondariali - precisa Capozzi - sono implacabili. È necessario individuare e applicare con celerità tutte le misure utili e necessarie per evitare che simili atti di autolesionismo si ripetano. Soprattutto nella consapevolezza che riguardano quasi sempre i rei di piccoli reati e non i ben più aggressivi criminali incalliti, recidivi e socialmente pericolosi".

"Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, sono moltissime le situazioni di fragilità - prosegue l'esponente pentastellata - in quei luoghi interdetti alla pietà, e i casi a
rischio si moltiplicano di giorno in giorno. Gran parte dei suicidi o dei tentativi di suicidio si verificano poco dopo l'ingresso negli istituti, a causa dell'impatto con situazioni spaventose, o poco prima della scarcerazione in totale assenza di prospettive".

"Luoghi di esclusiva punizione vanno trasformanti in ambienti rieducativi, dove espiare le proprie colpe imparando a non commettere più azioni illecite. Non a caso - sottolinea la rappresentante del M5S - in passato avevo aderito con convinzione a un digiuno-staffetta promosso dal Garante dei detenuti, perché la realtà carceraria merita attenzione e soluzioni. Chi sconta una pena non può essere considerato un reietto ma, anzi, a lui vanno garantiti tutti i diritti. Il disagio psicologico che emerge va di pari passo con l'uso, e spesso con un cosciente abuso, di psicofarmaci che costituiscono lo strumento principale con cui viene gestita la salute mentale dei carcerati, ricorrendo talvolta persino ai Trattamenti sanitari obbligatori (Tso)".

"È mia ferma intenzione - conclude Capozzi - utilizzare tutti i canali a mia disposizione per effettuare un sopralluogo, limitato non solo al carcere di Trieste, per portare avanti questa battaglia di civiltà e di sensibilità. Non è il momento delle accuse, ma neppure quello del rimbalzo delle responsabilità: tutti noi dobbiamo fare qualcosa per tutelare le umanità più fragili, persone con problemi, poveri, marginali senza dimora,  tossicodipendenti e immigrati".

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