Eventi e turismo, Rebek: «Un grande appuntamento gratuito può fare pubblicità all’intera città» (VIDEO)

Un grande concerto gratuito può trovare una propria giustificazione quando non rappresenta soltanto un regalo al pubblico, ma si trasforma in una forma di promozione per l’intera città. È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Stefano Rebek durante il dibattito di Trieste Cafe sugli eventi finanziati dalla collettività.
La posizione dell’opinionista resta critica verso una gratuità generalizzata, ma riconosce un ruolo preciso agli enti pubblici quando l’evento genera visibilità e un ritorno più ampio.
L’evento come biglietto da visita
«Io credo che un evento ogni tanto sia giusto», ha spiegato Rebek.
Il Comune, secondo questa lettura, ha anche il compito di sostenere la vitalità della propria città.
«È normale ed è giusto che ogni Comune tenda ad aiutare la vita della città, ma che lo faccia più come bigliettino da visita».
Il grande evento gratuito diventa quindi una forma di investimento se riesce a produrre un effetto promozionale.
«Hai una pubblicità importante»
Rebek ha sottolineato quello che definisce il «retro della medaglia» positivo.
«Hai una pubblicità importante e quindi fa bene a tutti, anche per i turisti».
La platea dell’evento non coincide quindi necessariamente con l’unico beneficiario della spesa.
Se il concerto porta attenzione, persone e visibilità, il vantaggio può coinvolgere anche altre componenti della città.
Gratuità soltanto in alcuni casi
Rebek non cambia però la propria posizione di fondo.
Gli appuntamenti gratuiti dovrebbero rimanere selezionati.
«Un Comune faccia un minimo di attività gratuite sia a livello di concerti», ma la maggior parte dell’offerta, nella sua visione, dovrebbe rimanere a pagamento.
Il criterio discriminante diventa così il ritorno generale dell’iniziativa: la gratuità può essere uno strumento di promozione, ma non deve trasformarsi nell’unico modello attraverso il quale il pubblico entra in contatto con musica e spettacolo.
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