Ragno violino, Regione rassicura tutti; nessuna preoccupazione in Fvg!

La Direzione Centrale Salute, per scongiurare lo sviluppo di preoccupazioni indotte da notizie non fondate pubblicate in particolare sui media online e sui social, relativamente alla pericolosità e diffusione del ragno violino, conferma che il ragno violino non è un’emergenza sanitaria per il Friuli Venezia Giulia e neppure per l’Italia.
Si tratta infatti di una specie normalmente presente in tutti i paesi dell’area mediterranea che non mostra particolari forme di aggressività verso l’uomo. Siamo in presenza quindi di un ragno che fa parte della fauna selvatica del territorio al quale, come per tutti gli animali, va data la dovuta attenzione e il necessario rispetto.
Il ragno violino ha dimensioni abbastanza contenute ed è presente in ambienti caldi e asciutti: lo si può trovare fra le pietre, nelle fessure di vecchi muri, dietro ai battiscopa, nei ripostigli oppure in legnaia. Spesso lo si può trovare nascosto in cataste di vecchi vestiti. Può essere presente in campagna come nelle abitazioni cittadine, si muove solitamente al buio e per questo è abbastanza difficile da individuare.
Il corpo del Loxosceles rufescens (questo il nome scientifico del ragno violino) misura poco meno di un centimetro e con le zampe può arrivare al massimo a 4 centimetri di lunghezza. Lo si può riconoscere dalla macchia presente sulla schiena (anche se non sempre si nota) che ricorda vagamente, appunto, un violino. Ha un colore marrone giallastro: se non è di questo colore non è un ragno violino.
Come specificato dai tecnici della Direzione Centrale Salute il ragno violino, normalmente, non è aggressivo: morde infatti solo se è calpestato, molestato o se si sente minacciato. Il suo morso non provoca, di norma, danni riscontrabili. Tuttavia, in un numero limitato di persone maggiormente sensibili o affette da altre patologie, il suo veleno può causare lesioni e sintomi di una certa gravità.
Il morso del ragno violino è indolore e si può identificare, come per quasi tutti i morsi di ragni, perché caratterizzato da due fori distanziati l’uno dall’altro di qualche millimetro. Il ragno inietta il veleno solo in circa un terzo dei morsi, quindi piuttosto raramente.
Se si è certi di essere stati punti da un ragno violino si deve lavare e disinfettare immediatamente la ferita e tenere sotto osservazione la parte colpita. Come detto però la ferita è indolore: quindi si può essere morsi senza averne consapevolezza ed individuare solo in seguito la puntura.
L’eventuale reazione si manifesta non prima di 24/48 ore: la pelle potrebbe arrossarsi, oppure, molto raramente manifestare sintomatologie più intense che potrebbero richiedere, sotto stretto controllo medico, un trattamento farmacologico. In casi rarissimi, il medico può procedere alla pulizia chirurgica della ferita.
Da sottolineare che se non si è visto mordere il ragno violino è piuttosto facile confondere un suo morso con quello di altri ragni o con infezioni cutanee che hanno altre origini.
Se si viene morsi e si riscontrano reazioni cutanee particolari e sintomi compatibili con il morso di questo ragno, ci si può rivolgere ai sanitari. In questo caso sarebbe opportuno conservare l’animale, anche morto o schiacciato, per permettere la sua corretta identificazione e, nel caso di reazioni, indirizzare correttamente le cure.
Il ragno violino si riproduce lentamente: non è quindi una specie infestante. Se accade, si incontrano esemplari singoli o poche unità. Per contrastarne l’ingresso nelle case è semplicemente consigliato l’utilizzo di zanzariere, sigillare infissi, battiscopa ed eventuali fessure in vecchi muri o anfratti di passaggio delle tubature. L’utilizzo di guanti protettivi protegge nel caso si maneggi legna o materiali stoccati da tempo in soffitte o cantine abbandonate
Articoli correlati
RegioneTorneo di calcio a 5 a Trieste per ricordare le vittime del dovere
"Ringrazio sentitamente i volontari dell'Associazione vittime del dovere e della Fondazione Palatucci per il supporto offerto ai familiari degli eroi quotidiani che hanno sacrificato la loro vita nell'esercizio della loro professione. Oggi
RegioneVajont. Quinta commissione Fvg: audizioni ipotesi ingresso Regione in Fondazione
Un contributo una tantum di 375mila euro per entrare nella Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 e la possibilità, per il Friuli Venezia Giulia, di partecipare direttamente alle scelte dell'ente attraverso un proprio rappresentante nel Consiglio
RegioneVajont: Anzil, "valutiamo ingresso Regione Fvg in Fondazione"
"L'ingresso della Regione nella Fondazione va valutato sulla base di elementi giuridici, patrimoniali e progettuali, con l'obiettivo di comprendere quale contributo il Friuli Venezia Giulia possa offrire alla valorizzazione della memoria de
RegionePromozione turistica FVG, Pellegrino (AVS): “Fondi pubblici a Taylor Mega mentre sanità e giovani sono in crisi”
"Dopo le cifre iperboliche sborsate per eventi dalle dubbie ricadute sul territorio, assistiamo oggi all'ennesimo capitolo di una vera e propria 'sprecopoli' targata 'Io sono Fvg'. Spendere circa 90mila euro di denaro pubblico per finanziar

