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Cerimonie, Callari: "A Gorizia amor di Patria è lascito più prezioso"

redazione·
Cerimonie, Callari: "A Gorizia amor di Patria è lascito più prezioso"

"Se questa ricorrenza fosse soltanto una celebrazione del passato, avrebbe fallito il suo compito. Il vero significato di questa giornata è trasmettere ai figli e ai nipoti il valore profondo dell'amor di patria che queste persone hanno incarnato e difeso, pagando spesso con la propria vita la fedeltà all'Italia e alla terra dei padri". Lo ha affermato oggi l'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari intervenendo a Gorizia alle celebrazioni per l'80esimo anniversario della liberazione della città dall'occupazione jugoslava. La cerimonia si è aperta con l'alzabandiera e con gli onori al gonfalone della città di Gorizia, decorato con la Medaglia d'oro al valor militare. Presenti, tra gli altri, il prefetto di Gorizia Ester Fedullo, il sindaco Rodolfo Ziberna, la senatrice Francesca Tubetti, il presidente dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Luca Urizio, il Picchetto della Brigata Pozzuolo del Friuli e una rappresentanza dell'Associazione nazionale Artiglieri d'Italia in occasione del raduno nazionale. Nel suo intervento, Callari ha sottolineato il significato storico della ricorrenza, che ricorda il momento in cui le truppe jugoslave lasciarono il territorio goriziano consentendo il ritorno della città all'Italia. "Oggi ricordiamo una pagina fondamentale della nostra storia. Ma insieme al sacrificio dei morti, dei deportati e di quanti hanno sofferto nelle tragedie che hanno segnato queste terre, dobbiamo ricordare il valore che li ha sostenuti: l'amore per la Patria. È un valore che non appartiene soltanto al passato, ma che deve continuare a vivere nella coscienza collective del nostro Paese". Riferendosi al confine orientale Callari ha evidenziato che "probabilmente non esiste luogo in cui l'Italia sia più Italia di queste terre. Qui chi ha voluto difendere l'italianità del territorio lo ha fatto a costo di sacrifici enormi, pagando con il sangue, con le foibe e con le sofferenze che hanno colpito intere comunità. Per questo il dovere della memoria assume un valore ancora più forte". Nel richiamare i principi di pace, cooperazione e integrazione che caratterizzano l'Europa contemporanea, Callari ha ribadito l'importanza di custodire le proprie radici: "L'Europa, il dialogo tra i popoli, la pace e l'inclusione rappresentano conquiste preziose. Ma chi dimentica le proprie radici è destinato a perdere la propria identità. Soltanto chi è consapevole della propria storia e della propria appartenenza può confrontarsi con gli altri popoli in modo autentico, costruendo un futuro di solidarietà e di pace". "Non esiste valore più grande del valore della Patria, perché è ciò che ci lega alla nostra storia, alla nostra comunità e alla responsabilità di trasmettere questa eredità alle generazioni che verranno" ha concluso l'assessore. ARC/SSA/ma

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