sabato 26 settembre 2026
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Cronaca

Zalukar (Costituzione 32): "Carente coordinamento tra centrali operative, quale rischio per i soccorsi?"

redazione·
Zalukar (Costituzione 32): "Carente coordinamento tra centrali operative, quale rischio per i soccorsi?"

Riceviamo da Walter Zalukar dell'Associazione Costituzione 32 e pubblichiamo quanto segue.

"Il salvataggio eseguito dall’elicottero di persone che si erano trovate in difficoltà a bordo della loro auto mentre l’acqua del Tagliamento saliva pericolosamente ha richiamato alla memoria la tragedia del Natisone. Questa volta è andata bene, sono subito intervenuti sul Tagliamento, a Rivoli di Osoppo, ben due elicotteri, l’eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso regionale con base a Udine e l’elicottero dei Vigili del fuoco di Venezia. Quest’ultimo al momento dell’allarme si trovava in un’operazione di ricerca persona dispersa sui cieli di Belluno ed è stato subito dirottato. Una persona è stata recuperata dal volontario del soccorso alpino calatosi con il verricello, un’altra e due cani sono stati portati a riva con l’aiuto dei Vigili del fuoco giunti via terra. Un altro salvataggio si è verificato verso sera, sempre sul Tagliamento nei pressi di Dignano, anche qui è intervenuta l’eliambulanza da Udine e la persona è stata tratta in salvo dal volontario del soccorso alpino calatosi con il verricello. In ambedue i casi l’elisoccorso si è mosso subito, soprattutto per la lodevole iniziativa di singoli operatori. Il NUE 112 questa volta ha passato la chiamata alla SORES, a cui fa capo operativamente l’elisoccorso, e ha fatto benissimo, pur violando la procedura; infatti il Disciplinare tecnico operativo standard dispone che in caso di soccorso tecnico urgente l’allertamento va fatto sempre ai Vigili del fuoco

Ma l’elicottero dei pompieri sta a Venezia, occorre troppo tempo per arrivare quando l’urgenza è massima. La soluzione sarebbe un elicottero dei Vigili del fuoco con base nella nostra regione, considerando che oltre ai tempi di soccorso il salvataggio presso fiumi, laghi e acque costiere richiede competenze e ausili di protezione specifici. Ciò consentirebbe di avere maggior disponibilità dell’eliambulanza per i soccorsi sanitari, tenuto conto che ve ne è una sola in servizio. È vero che a Udine c’è una seconda eliambulanza operativa tutti i giorni dell’anno, ma è dedicata per lo più a trasporti sanitari non urgenti, oltre a compiti non sanitari, quali la ricerca di persone di disperse e il recupero di persone illese in ambiente ostile, ma un tale utilizzo è reso complicato dalla mancanza di regole di ingaggio e procedure condivise con i Vigili del fuoco.

E qui si arriva al nocciolo del problema in tema di soccorso tecnico urgente, i rapporti tra le Centrali di Palmanova - NUE 112, SORES - e le Sale operative dei Vigili del fuoco. Nell’ultima udienza del processo per la morte dei tre ragazzi sul Natisone, un investigatore dei Carabinieri ha dichiarato in aula di aver «rilevato che non esiste un coordinamento tra i vari enti deputati al soccorso, ognuno opera con i propri protocolli». Pare che nonostante la tragedia poco o nulla sia stato fatto per arrivare a procedure condivise sul soccorso tecnico urgente, che è bene ricordare interviene sovente in situazioni complesse dove serve una stretta sinergia operativa tra pompieri, sanitari, forze dell’ordine. La collaborazione tra i professionisti sul campo è massima, ma non tra le Centrali che devono coordinare gli interventi. Anche qui il problema è nell’organizzazione, non certo negli operatori. Forse bisognerebbe pensarci prima di avere un altro Natisone.

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