Alluvione 1966 a Forni Avoltri, Pellegrino (AVS): "Onorare i caduti con la cura costante del territorio e la prevenzione"

"Nel 1966, la furia della natura travolse Forni Avoltri strappando alla comunità sette vite umane: il sindaco di allora Riccardo Romanin, insieme ad Augusto ed Ezio Brunasso, Emilio e Gildo Romanin, Beppino Del Fabbro e Raffaele Vidale. Quel tragico evento segnò un punto di profonda rottura per la storia della nostra montagna.Oggi, sotto la spinta del surriscaldamento globale e dell'accelerazione di eventi meteorologici sempre più estremi, quella che un tempo chiamavamo 'l'Aga granda' non è più solo un dramma del passato, ma una minaccia costante con cui convivere".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra.
"La commemorazione delle vittime - prosegue Pellegrino - di quella immane tragedia iniziata nel piccolo cimitero del paese, si è poi conclusa al cinema con gli interventi delle autorità, le testimonianze e la proiezione di un docu-film con immagini e filmati d'epoca, capaci di riportare il pubblico indietro nel tempo, ma dritto al cuore del presente".
Secondo Pellegrino, "il modo migliore per onorare il ricordo di chi ha perso la vita è quello di attuare azioni concrete sul piano amministrativo e legislativo: mentre allora la Carnia seppe rialzarsi grazie a una straordinaria e commovente catena di solidarietà, capace di superare i confini regionali, oggi la politica ha il dovere di agire d'anticipo. Non servono grandi infrastrutture impattanti o la continua cementificazione dei fondovalle, ma serve una cura minuziosa, costante e quotidiana del territorio".
"Questo significa - osserva la consigliera - finanziare la prevenzione del dissesto idrogeologico, tutelare la naturalità dei corsi d'acqua, supportare attivamente chi presidia le terre alte e attuare una transizione ecologica radicale per ridurre drasticamente le emissioni da fonti fossili, perché il solo ricordo non costituisce una base per progredire".
"Onorare i caduti di Forni Avoltri e i tanti 'angeli del fango' della Carnia - conclude l'esponente di Avs - significa fare una scelta di campo netta, ovvero rimettere al centro dell'agenda politica la sostenibilità e la cura dell'ambiente, garantendo la sicurezza delle comunità che continuano a vivere e a presidiare con coraggio la nostra montagna con atti lungimiranti che salvaguardano il territorio da ulteriori disastri idrogeologici".ACON/COM/sm
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