Nicole Matteoni ricorda i caduti del 1953: «La memoria è una responsabilità verso il futuro»

La memoria non è soltanto un omaggio al passato, ma una responsabilità verso il futuro». Nicole Matteoni affida ai social il proprio ricordo dei sei caduti del novembre 1953, nel giorno del 73° anniversario di quelle drammatiche vicende.
Un messaggio che richiama il dolore delle famiglie, il legame della città con l’Italia e il dovere di trasmettere la memoria alle nuove generazioni.
«Sei nomi che appartengono alla storia di Trieste»
Nel suo intervento Matteoni ricorda Saverio Montano, Francesco Paglia, Pierino Addobbati, Leonardo Manzi, Erminio Bassa e Antonio Zavadil.
«Sei vite spezzate, sei nomi che appartengono per sempre alla storia di Trieste e dell’Italia», scrive, rendendo omaggio a uomini e ragazzi che, nelle sue parole, pagarono con la vita «il loro amore per la propria terra e la volontà di vedere sventolare nuovamente il Tricolore».
Il ricordo si concentra sul significato umano e civile di quelle morti, che Matteoni lega alla storia dell’identità cittadina.
Il richiamo al novembre 1953
Nel post vengono ripercorsi i giorni di tensione vissuti da Trieste, tra manifestazioni e scontri. Matteoni li descrive come momenti segnati «dal dolore, dal coraggio e da un profondo amore per la Patria».
Il sacrificio dei caduti viene inserito nel percorso verso il ritorno di Trieste all’Italia del 26 ottobre 1954, indicato come il compimento di quel cammino.
«Il loro sacrificio rimane una testimonianza indelebile di identità, dignità e fedeltà nazionale», sottolinea.
«Trieste non dimentica»
A settantatré anni di distanza, l’invito è a custodire il ricordo senza ridurlo a una ricorrenza.
«Abbiamo il dovere di ricordare», afferma Matteoni, prima di concludere con un omaggio ai caduti: «Onore ai sei martiri del novembre 1953. Trieste non dimentica!».
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