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Politica

Trieste, Giorgio Cecco distingue protesta e devastazioni: «Chi aggredisce deve risponderne»

redazione·
Trieste, Giorgio Cecco distingue protesta e devastazioni: «Chi aggredisce deve risponderne»

Difendere il diritto di manifestare e, allo stesso tempo, condannare senza giustificazioni violenze, aggressioni e devastazioni. È la posizione espressa da Giorgio Cecco in un intervento sui social dedicato al rapporto tra partecipazione dei giovani, protesta e scontri nelle piazze.

Il messaggio si apre con una battuta sarcastica sul volto coperto: «Vado a viso coperto perché mamma ha paura che io prenda il raffreddore». Poi il ragionamento entra nel merito, con una distinzione tra chi esprime il proprio dissenso e chi ricorre alla violenza.

«È positivo che i giovani si facciano sentire»

Cecco definisce «sacrosanto» il diritto di manifestare e di esprimere il dissenso, riconoscendo il valore della partecipazione giovanile alla vita pubblica.

Il suo intervento non contesta quindi la scelta di scendere in piazza, ma i comportamenti che trasformano una manifestazione in un’occasione di scontro.

«Una cosa è protestare, un’altra è ricorrere alla violenza, agli scontri e alla guerriglia urbana, mettendo a ferro e fuoco le città», scrive.

La condanna delle aggressioni e delle devastazioni

Secondo Cecco, nessuna motivazione può rendere accettabili condotte che mettono in pericolo le persone e danneggiano le città.

«Chi sceglie la violenza non rappresenta il confronto democratico, ma nega i principi stessi della convivenza civile», afferma.

Il punto centrale è la responsabilità di chi compie questi gesti, distinguendolo da chi partecipa a una protesta legittima.

«Chi protesta merita ascolto e rispetto»

Cecco ribadisce che chi manifesta deve essere ascoltato e rispettato. Diversa, nella sua valutazione, è la posizione di chi devasta, aggredisce o mette a rischio l’incolumità altrui: «Deve risponderne».

Per descrivere queste condotte utilizza l’espressione «veri e propri atti di delinquenza», sostenendo che non abbiano nulla a che vedere con il diritto di manifestare.

Nel post non vengono indicati episodi, città o manifestazioni specifiche: la riflessione resta una presa di posizione generale sul confine tra dissenso e violenza.

Libertà di espressione e rispetto degli altri

La conclusione richiama il rapporto tra libertà individuale e responsabilità verso la collettività.

«La libertà di espressione è un valore fondamentale, ma deve sempre accompagnarsi al rispetto degli altri», scrive Cecco. Un principio con cui riassume il proprio intervento: tutelare la protesta democratica e chiedere che chi ricorre alla violenza risponda delle proprie azioni.

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