Tram di Opicina, nuovo appello dal Carso: “Servono garanzie vere per la ripresa del servizio”

Dal Carso arriva un nuovo appello per il futuro del tram di Opicina, uno dei simboli più amati della città e al tempo stesso una delle sue ferite più aperte. I consiglieri circoscrizionali di Partito Democratico, Punto Franco / Unione Slovena-SSk e Adesso Trieste, che rappresentano la maggioranza nella Seconda Circoscrizione Altipiano Est, chiedono con forza nuove garanzie per la riattivazione stabile del servizio, dopo l’ennesimo stop e le incertezze legate alla manutenzione straordinaria e alle certificazioni tecniche.
“Il tram di Opicina è stato e deve rimanere un servizio per tutti i cittadini, non solo per i turisti” dichiarano i consiglieri, che hanno raccolto le numerose segnalazioni e le preoccupazioni dei residenti dell’altipiano. Il nuovo fermo del tram, accompagnato da comunicazioni poco chiare da parte di Trieste Trasporti e del Comune di Trieste, sta generando malcontento e sfiducia.
Secondo i rappresentanti del centrosinistra, la precarietà del servizio e le ripetute interruzioni stanno avendo effetti negativi sull’economia locale e sull’immagine stessa di Trieste. “Il tram di Opicina non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di identità cittadina e un forte richiamo turistico – sottolineano – e ogni stop causa un danno significativo alle attività commerciali del Carso”.
I consiglieri chiedono che venga reso pubblico un piano dettagliato dei lavori di manutenzione e degli adempimenti previsti nel 2026, con tempi certi e trasparenti. L’obiettivo è garantire la regolarità del servizio, la frequenza delle corse e un’informazione multilingue per residenti e visitatori.
“La cura del tram – spiegano – deve partire dal riconoscerlo come parte integrante del trasporto pubblico locale. Serve un dialogo costante tra Trieste Trasporti e le Circoscrizioni interessate, per superare l’incertezza generata anche dalle dichiarazioni del presidente di Trieste Trasporti sulla possibile esclusione del tram dalla programmazione del TPL regionale”.
L’appello, firmato da Nives Cossutta, Lara Dipace, Jadran Vecchiet (PD), Matija Premolin e Roberto Mandler (Punto Franco / Unione Slovena-SSk) e Andrej Rismondo (Adesso Trieste), arriva chiaro: “Restituire stabilità al tram di Opicina significa ridare fiducia e identità alla città intera.”
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