Aree militari dismesse. Pellegrino (Avs): "Interesse pubblico primario"

"Accogliamo con favore l'avvio di una riflessione strategica e la presentazione di un piano di mappatura così dettagliato per le aree militari dismesse. Tuttavia, affinché questo masterplan non rimanga un esercizio accademico, è fondamentale che la riconversione di questi spazi sia orientata prioritariamente all'interesse pubblico, al consumo di suolo a saldo zero e a un reale coinvolgimento delle comunità locali." Così in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Serena Pellegrino, a margine del convegno regionale "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia", svoltosi all'Auditorium Comelli di Udine. "Nel corso dell'evento promosso dalla Regione - evidenzia l'esponente di centrosinistra - è stato presentato il nuovo masterplan Fvg che censisce oltre 450 siti militari, di cui 178 non più utilizzati, individuando diversi scenari di rigenerazione. I numeri presentati dall'assessora Amirante confermano l'enorme potenziale a nostra disposizione. Parliamo degli spazi abbandonati che, dislocati in diverse aree della regione, possono e devono diventare il perno di una nuova programmazione e rigenerazione urbanistica, augurandoci che non si trasformino in un'occasione per operazioni puramente speculative".
"La vera sfida - prosegue Pellegrino - è ora quella di garantire che la dismissione di queste volumetrie e dei sedimi militari porti a un reale miglioramento della qualità della vita urbana, diventando così un'opportunità di riqualificazione territoriale favorendo servizi pubblici, edilizia residenziale sociale, transizione ecologica e tutela del patrimonio storico". "Le amministrazioni comunali, soprattutto quelle dei centri minori, dovranno essere messe nelle condizioni concrete di poter gestire questa trasformazione senza subire passivamente le logiche di mercato. I Comuni, soprattutto quelli più piccoli, per non soccombere alle logiche di mercato - conclude la consigliera regionale di Avs - avranno bisogno del supporto concreto delle Province che torneranno a svolgere un ruolo chiave di coordinamento e di pianificazione di area vasta".
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