Tragedia Porto Vecchio, Paglia attacca Fedriga: «Quel fuoco non lo ha acceso la sinistra»

«Quel fuoco non lo ha acceso la sinistra: è divampato nel vuoto lasciato dalle istituzioni». È la dura conclusione dell’intervento pubblicato sui social da Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, dopo la morte di due giovani nell’incendio di un magazzino del Porto Vecchio.
La segretaria dem replica alle dichiarazioni del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, che, secondo quanto riportato nel suo post, avrebbe accusato la sinistra di «soffiare sul fuoco» e di descrivere una realtà inesistente senza avanzare soluzioni. Paglia respinge questa lettura e rilancia la richiesta di aprire un centro di accoglienza a bassa soglia nello stabile di via Flavio Gioia.
«Il fuoco, in Porto Vecchio, fosse reale»
L’intervento si apre con un riferimento diretto alle parole attribuite al presidente regionale: «Fedriga accusa la sinistra di “soffiare sul fuoco”. Peccato che il fuoco, in Porto Vecchio, fosse reale. E abbia ucciso due giovani».
Per Paglia, il punto dal quale partire rimane la morte di due persone in un edificio abbandonato, utilizzato come riparo. Una tragedia che la segretaria provinciale del PD invita a leggere sul terreno della protezione delle persone più vulnerabili, oltre che su quello dell’accoglienza.
La contestazione sulla protezione sociale
Paglia richiama quindi la distinzione, attribuita a Fedriga, tra le vittime dell’incendio e le persone inserite nel sistema di accoglienza. Una precisazione che, nella sua valutazione, non risponde alla questione centrale.
«Il presidente della Regione replica che le vittime non appartenevano al sistema di accoglienza. E questo dovrebbe tranquillizzarci?», scrive.
Il ragionamento della segretaria dem comprende condizioni diverse, senza ricondurre tutte le persone in difficoltà a un’unica categoria: «Se due persone, migranti, senzatetto o portatrici di altre fragilità, dormono in un edificio dismesso e vi perdono la vita, significa che il sistema di accoglienza e protezione sociale non funziona».
È questa la critica politica avanzata da Paglia: la necessità di un riparo sicuro deve trovare una risposta anche quando le situazioni personali non rientrano nei percorsi ordinari di accoglienza.
Via Flavio Gioia, il PD rilancia la proposta
Alla contestazione sull’assenza di soluzioni, Paglia risponde indicando lo stabile di via Flavio Gioia. Nel post ricorda che il PD, le opposizioni in Consiglio comunale e numerose realtà della società civile ne hanno ripetutamente chiesto l’apertura come centro di accoglienza a bassa soglia.
«La proposta c’è. Lo stabile c’è. Le persone che ne hanno bisogno ci sono. A mancare è la volontà politica di Comune e Regione», afferma la segretaria provinciale.
La disponibilità dell’immobile e le condizioni necessarie per un suo eventuale utilizzo non vengono approfondite nell’intervento, che concentra la propria richiesta sulla decisione politica di dare una risposta alle persone senza riparo.
L’affondo contro Comune e Regione
Particolarmente duro anche il passaggio sul futuro dell’area: «Il Porto Vecchio rischia ormai di diventare il “Cimitero Vecchio”, mentre chi governa da anni continua a esercitarsi nello scaricabarile».
Paglia chiude attribuendo alla mancata risposta delle istituzioni un preciso peso politico: «Il tempo delle favole è finito. Quel fuoco non lo ha acceso la sinistra: è divampato nel vuoto lasciato dalle istituzioni».
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