Bora Bier Fest: Famulari (Pd): 260 mila euro per una sagra “de luxe”

“Uno stanziamento economico sproporzionato, l'impiego a fini prettamente commerciali di spazi pubblici strategici e un meccanismo di affidamento opaco che taglia fuori il tessuto produttivo ed economico locale, perfino lo stendardo appeso sulla facciata del Comune per quella che alla fine è una sagra ‘de luxe’. Nessun pregiudizio contro la Pro Loco e le sue iniziative, ma la vicenda del ‘Bora Bier Fest’ presenta contorni a dir poco sconcertanti. Non ultime certe curiose discrepanze istituzionali: la delibera di Giunta porta la firma e la proposta diretta del sindaco Dipiazza, ma poi è l'assessore Everest Bertoli a firmare gli inviti e a intestarsi la regia politica e promozionale dell'evento”. A denunciarlo è Laura Famulari, consigliera comunale a Trieste ed esponente del Pd Fvg, analizzando la delibera di Giunta n. 486 dello scorso 21 settembre, che sostiene la prima edizione di Bora Bier Fest - Festival Mitteleuropeo della birra, in programma dal 30 ottobre al 3 novembre al Magazzino 28 di Porto Vecchio.
“Dagli atti ufficiali emerge come il Comune abbia concesso all'Associazione Pro Loco Trieste un contributo diretto di ben 260 mila euro a valere sulle casse comunali, a copertura di oltre metà del costo preventivato di 513.708 euro, usando risorse della tassa di soggiorno. E’ una cifra abnorme per una manifestazione alla prima edizione, giustificata come ‘iniziativa di grande impatto’. Ma la tassa di soggiorno, pagata da chi visita la nostra città, dovrebbe servire a potenziare i servizi, sostenere la cultura, qualificare l'accoglienza e promuovere stabilmente Trieste, non a finanziare a fondo perduto quello che nei fatti si configura come un evento gastronomico e commerciale”.
L’esponente dem pone interrogativi sul modulo organizzativo, indicando che “il Comune assegna un maxi-finanziamento e la coorganizzazione a una Pro Loco, la quale finisce per appaltare la realizzazione concreta dell'evento a una società privata. Una triangolazione che solleva domande: quali garanzie ci sono state sull'effettivo coinvolgimento dei birrifici artigianali, dei ristoratori e delle realtà imprenditoriali del territorio? Come sono stati selezionati i fornitori e gli operatori privati che hanno monetizzato l'iniziativa? A fronte di oltre mezzo milione di euro di bilancio, è legittimo voler conoscere le ricadute economiche reali sulla rete produttiva triestina”.
«La Giunta ha inoltre concesso a titolo completamente gratuito – aggiunge Famulari - ben due delle cinque giornate annuali che la convenzione riserva all'uso pubblico dell'Auditorium del Generali Convention Center al Magazzino 28 di Porto Vecchio, oltre a piazzali e viabilità senza canone, supporto della Polizia Locale e transenne. Parliamo del 40% della disponibilità annua di un'infrastruttura congressuale di pregio, sottratta a convegni scientifici, incontri internazionali o iniziative culturali di rilievo”.
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