Dj triestino Ricky Ottolino: «Ogni serata ha il suo clima, la playlist deve cambiare» (VIDEO)

Una festa di Halloween richiede una selezione musicale costruita sulla serata, sulle persone presenti e sul luogo in cui si svolge. È la posizione espressa dal DJ Ricky Ottolino durante la trasmissione di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, nel confronto con Maurizio Giudici e Mauro Manni.
Alla domanda se Halloween possa funzionare con la stessa playlist di un sabato qualsiasi, Ottolino ha risposto: «Ti direi di no». Una considerazione che ha aperto un ragionamento sul lavoro in consolle e sulla capacità di interpretare il pubblico.
Il tema della festa e le variabili della serata
Per Ottolino ogni evento possiede caratteristiche proprie. Quando esiste un tema esplicito, come nel caso di Halloween, quel tema entra nella costruzione della serata. Anche gli appuntamenti che non hanno una cornice dichiarata, però, sviluppano una propria identità attraverso ciò che accade.
Il DJ ha parlato di un insieme di elementi variabili e casuali che contribuiscono a creare un clima diverso da un’occasione all’altra.
«Il DJ è tale quando riesce a leggere questi elementi», ha spiegato.
La scelta musicale dipende quindi da un’osservazione continua. Il repertorio è una componente del lavoro, insieme alla sensibilità necessaria per capire come si sta muovendo la serata e quale risposta arriva dalle persone.
Persone e location guidano le scelte
Nel suo intervento, Ottolino ha indicato alcuni fattori che orientano chi lavora in consolle: la situazione, il pubblico e la location.
L’obiettivo è «creare un momento, una situazione interessante» tenendo conto di questi elementi. Possono esserci punti comuni tra appuntamenti diversi, ma la loro combinazione cambia.
È proprio questa variabilità, secondo il DJ, a rendere interessante il lavoro. Una successione di serate identiche finirebbe per risultare monotona, mentre leggere ciò che accade permette di costruire un’esperienza legata a quel momento.
Halloween come occasione da interpretare
La risposta di Ottolino non si è tradotta in una lista di brani da utilizzare o in una formula musicale prestabilita. Il punto centrale è stato il metodo: capire l’evento e adattare la proposta.
Anche una festa riconoscibile come Halloween va quindi letta attraverso il pubblico che la vive. Il tema offre una cornice, mentre l’andamento della serata contribuisce a determinare le scelte musicali.
«Non è la stessa cosa, però c’è un minimo comune denominatore, assolutamente», ha precisato il DJ, riconoscendo che alcuni elementi possono ricorrere senza rendere intercambiabili le diverse occasioni.
Il ruolo di chi sta in consolle
Dalle parole di Ottolino emerge una descrizione del DJ come professionista chiamato a prendere decisioni nel corso dell’evento. La conoscenza musicale si intreccia con l’ascolto delle reazioni e con la capacità di dare continuità alla festa.
Nella diretta dedicata all’avvicinamento ad Halloween, il suo intervento ha così riportato l’attenzione su ciò che precede e accompagna ogni scelta: comprendere dove si sta suonando, per chi e in quale atmosfera.
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