Sicurezza a Trieste, il grido del SIULP FVG: “Servono uomini in carne e ossa, non telecamere”

Il recente episodio di violenza e inciviltà avvenuto al Pronto Soccorso di Cattinara ha riacceso l’allarme lanciato da anni dal SIULP FVG, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, che denuncia un progressivo impoverimento del sistema di sicurezza pubblica e una carenza cronica di personale e mezzi.
L’allarme del sindacato: “Il tempo delle chiacchiere è finito”
“L’aggressione al pronto soccorso di Cattinara – afferma il segretario regionale Fabrizio Maniago – è solo l’ennesima storia di ordinaria barbarie in una società che si sta imbarbarendo, mentre gli strumenti di tutela si riducono sempre più”.
Il sindacato ricorda come vent’anni fa la Polizia di Stato fosse presente nei principali presidi ospedalieri con turni completi e personale operativo, mentre oggi la presenza fisica è stata sostituita da telecamere e sistemi elettronici di allarme che, di fronte a episodi di violenza improvvisa, si rivelano del tutto inefficaci.
Da tre operatori a due, chiuse scuole e reparti: “Così si è smantellata la sicurezza”
Il documento del SIULP ripercorre la storia di una lenta erosione delle risorse: pattuglie ridotte, reparti cinofili chiusi, la storica Scuola di Polizia di Frontiera di Duino smantellata, e la scomparsa dei “poliziotti di quartiere” che avevano contribuito a creare un rapporto di fiducia diretto con i cittadini.
Secondo il sindacato, “le decisioni di chi ha tagliato presidi e personale in nome del risparmio economico hanno prodotto un sistema sbilanciato, che affida la sicurezza a strumenti tecnologici o a misure simboliche come Daspo e braccialetti elettronici”.
“Servono uomini veri, non deterrenti virtuali”
Il SIULP sottolinea che la tecnologia, pur utile, non può sostituire la presenza concreta delle forze dell’ordine sul territorio. “Quando un energumeno fuori controllo distrugge un pronto soccorso – scrive Maniago – non è una telecamera a fermarlo. E i danni, morali ed economici, ricadono su tutta la collettività.”
Sicurezza come investimento sociale ed economico
Nel documento, il sindacato ribadisce che la sicurezza non deve più essere considerata un costo, ma un investimento per la crescita e la convivenza civile. “Servono nuove assunzioni e organici calibrati sul bisogno reale dei cittadini – conclude Maniago – e non sui conti di chi decide da uffici protetti, lontano dalla realtà quotidiana di chi rischia ogni giorno la vita per garantire ordine e tutela.”
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