Russo propone un centro a bassa soglia e trasferimenti in regione: «Sicurezza diritto dei cittadini»

Un centro di accoglienza a bassa soglia a Trieste e trasferimenti regolari verso le strutture del Friuli Venezia Giulia che hanno posti disponibili. Sono le due proposte avanzate da Francesco Russo dopo gli scontri del 6 novembre. In un post su Facebook, Russo condanna le violenze, augura una pronta guarigione ai tre poliziotti feriti ed esprime vicinanza ai giornalisti che, secondo quanto riferisce, sono stati bersaglio di lanci di petardi mentre documentavano i fatti.
La solidarietà agli agenti e il richiamo alla politica
«La violenza è sempre sbagliata. Chiunque la eserciti», scrive Russo, chiedendo alla politica di condannarla con la stessa chiarezza a prescindere da chi organizza una manifestazione. Ringrazia poi le forze dell’ordine per il lavoro svolto a Trieste, richiamandone la professionalità, l’equilibrio e il senso del dovere.
«Dietro ogni divisa c’è una persona. C’è una famiglia», aggiunge. Per Russo, il rispetto per chi lavora in divisa passa anche dalla capacità delle istituzioni di affrontare i problemi che ricadono sul personale. Da qui la critica alla ricerca di quelli che definisce «improbabili “mandanti morali”» tra gli avversari politici.
Un riparo temporaneo e un sistema di trasferimenti
Il primo intervento proposto è un centro di accoglienza a bassa soglia, dove chi arriva a Trieste possa trovare un riparo temporaneo senza dover dormire in strada, nei parchi o nelle piazze. Il secondo è un sistema di trasferimenti quotidiani verso le strutture della regione che dispongono di posti liberi. Come esempio concreto, Russo propone di organizzare un autobus «almeno due volte alla settimana».
«È così che si svuota piazza della Libertà», scrive. Nella sua proposta, il riparo temporaneo in città e i trasferimenti verso il resto della regione servirebbero a distribuire l’accoglienza senza lasciare che sia Trieste a farsene carico da sola.
La richiesta di una risposta coordinata
Russo chiama in causa il centrodestra, che governa Comune, Regione e Paese e che, a suo giudizio, dispone degli strumenti per coordinare una risposta tra i diversi livelli istituzionali. Lo accusa di non averlo fatto e sostiene che il protrarsi di degrado, marginalità e insicurezza rischi di alimentare la paura su cui, a suo avviso, una parte della politica costruisce il proprio consenso.
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