sabato 7 novembre 2026
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Politica

Trieste, Giacomelli attacca sul centro di via Gioia: «Basta con le balle dei cattivi maestri»

redazione·
Trieste, Giacomelli attacca sul centro di via Gioia: «Basta con le balle dei cattivi maestri»

Claudio Giacomelli torna sul caso dell’ex mercato di via Flavio Gioia e contesta la tesi secondo cui un centro di accoglienza in quello stabile avrebbe evitato i decessi in Porto Vecchio. In un post su Facebook, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia interviene dopo gli scontri del 6 novembre a Trieste, nei quali riferisce che sono rimasti feriti tre agenti.

L’attacco ai «cattivi maestri» dopo gli scontri

Giacomelli attribuisce la responsabilità degli scontri a chi ha aggredito i poliziotti. Sul piano politico, se la prende con quelli che definisce «cattivi maestri», accusandoli di alimentare la tensione in città. Il riferimento è a chi, secondo il capogruppo, nelle ultime settimane ha attaccato Comune, Regione, Questura e Prefettura, arrivando ad attribuire loro la responsabilità delle morti in Porto Vecchio.

Il nodo dell’identificazione nel centro di accoglienza

«Chi dice che con un centro in via Flavio Gioia non sarebbero avvenute quelle morti, mente sapendo di mentire», scrive Giacomelli. Nel post sostiene che le persone che avrebbero acceso il fuoco nel magazzino del Porto Vecchio fossero già destinatarie di un provvedimento di allontanamento e che, a suo giudizio, non si sarebbero fatte identificare nemmeno in un centro a bassa soglia.

Il capogruppo chiama quindi in causa il centrosinistra triestino, prospettando l’ipotesi di un centro notturno comunale senza identificazione all’ingresso. È uno scenario che Giacomelli presenta come ipotetico e che ritiene rischioso per la sicurezza.

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