Anziani con disabilità e case inaccessibili. Zoccano: «Nessuno sia prigioniero in casa propria»
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Stessi criteri di accesso ai servizi in tutto il Friuli Venezia Giulia, tempi massimi per le valutazioni e un piano per gli anziani con disabilità a Trieste. Sono le richieste di Vincenzo Zoccano, attivista per i diritti delle persone con disabilità e referente per il welfare e la disabilità del Comitato Costituente Trieste-23 di Futuro Nazionale. Il suo intervento parte da una situazione concreta: un anziano che vive al terzo piano senza ascensore e, quando non riesce più a fare le scale, rischia di non poter uscire nemmeno per andare dal medico o fare la spesa.
A Trieste quasi tre residenti su dieci hanno almeno 65 anni
Nel suo intervento Zoccano richiama i dati dell’Anagrafe comunale: al 30 giugno 2026 il 28,73% dei residenti di Trieste aveva almeno 65 anni. Tra loro ci sono persone che vivono sole, altre che invecchiano con una disabilità e altre ancora che incontrano la disabilità in età avanzata.
«La dignità passa anche dalla libertà di uscire di casa, vedere le persone a cui si vuole bene e continuare a far parte della propria comunità», scrive Zoccano. L’attivista richiama la tradizione filantropica della città e il contributo di fondazioni, volontariato e reti di quartiere. Alle istituzioni pubbliche, sottolinea, spetta la responsabilità di garantire i diritti e di intervenire prima che l’isolamento diventi un’emergenza.
Dal capoluogo alla Carnia, stessi criteri a parità di bisogno
La richiesta alla Regione è di fissare un livello minimo di servizi e prestazioni in tutti i territori. Per Zoccano, chi vive a Trieste o in un piccolo comune della Carnia dovrebbe trovare, a parità di bisogno, gli stessi criteri di accesso, tempi massimi per la valutazione e sostegni comparabili.
Comuni e aziende sanitarie, nella sua proposta, potrebbero organizzare i servizi secondo le esigenze locali. Alla Regione Friuli Venezia Giulia spetterebbe garantire le risorse e intervenire dove l’assistenza resta scoperta.
Fondo per l’Autonomia Possibile, la richiesta di pubblicare le attese
Zoccano indica nel Fondo per l’Autonomia Possibile uno strumento già a disposizione anche delle persone anziane non autosufficienti. Nel suo intervento richiama la dotazione complessiva di 70,8 milioni di euro per il 2026 indicata dalla Regione ad agosto e il percorso annunciato per riequilibrare la distribuzione delle risorse tra i territori.
«Chiedo che questo impegno sia verificabile», scrive. Per ogni ambito territoriale propone di pubblicare in forma accessibile i tempi di attesa, il numero di persone che ricevono il sostegno e quello di chi è ancora in lista pur avendo i requisiti. L’obiettivo è capire dove servano più risorse e dove occorra migliorare l’organizzazione dei servizi.
Dalle Microaree a un piano per chi vive isolato
Per Trieste, Zoccano propone di partire dall’esperienza delle Microaree per raggiungere chi vive isolato e fatica a chiedere aiuto. Chiede a Regione, Comune e azienda sanitaria di concordare un piano che tenga insieme assistenza a domicilio, accessibilità delle abitazioni e possibilità di muoversi.
Il sostegno, spiega, può tradursi in assistenza domiciliare anche nei festivi, trasporti accessibili, interventi per eliminare le barriere in casa o un aiuto per scegliere e retribuire un assistente personale. Per chi si prende cura di un familiare, chiede servizi di sollievo e una soluzione già concordata in caso di malattia o assenza. Ogni intervento, aggiunge, dovrebbe avere risorse certe, una data di avvio e un referente a cui rivolgersi.
«Restare nella propria casa deve poter essere una scelta, anche per chi ha bisogno di assistenza ogni giorno», conclude Zoccano. «E quella scelta deve comprendere la libertà di varcare la porta di casa».
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