Wartsila, Mitsubishi si sfila da Wartsila: entra Fincantieri

Sembrava inoppugnabile la posizione di Mitsubishi dopo la manifestazione di interesse per la Wartsila e invece, a sorpresa, il colosso giapponese oggi all'ennesimo tavolo al Mimit, si è sfilato. Ma, ugualmente a sorpresa, nella vertenza entra un altro colosso: Fincantieri. A rivelarlo all'incontro è la Sottosegretaria Fausta Bergamotto, che introduce anche un percorso plausibile: un Accordo di programma. Questo strumento, suggerito dalla Regione Fvg che ha dato un notevole impulso, è stato già sperimentato in regione e con un buon risultato: la dismissione della Ferriera, processo attuato in modo quasi indolore. E' vero, non è definito il ruolo di Fincantieri - tra le prime realtà a criticare la Wartsila - ed è ancora prematuro parlare di piano industriale. Ma serietà del Gruppo, strategicità della filiera industriale e know-how dei lavoratori sono elementi non marginali. E' confermato, invece, l'interesse di Ansaldo Energia. Insomma, si prospetta una soluzione 'Made in Italy'. Prudenti i sindacati: Antonio Rodà, segretario di TRIESTE della Uilm, si chiede se "c'è davvero un progetto. Oggi non abbiamo elementi per dire di avere avuto una risposta chiara dal Governo". E sottolinea il poco tempo a disposizione: dal 1 gennaio i finlandesi potrebbero avviare le procedure di licenziamento (comunque non brevi e non senza peso economico per l'azienda). I tempi sono stretti e allora perché l'Accordo di Programma stabilisca tempi, modalità e protagonisti dell'operazione, dall'11 dicembre comincerà una serie di incontri con le parti istituzionali. In attesa del tavolo ministeriale plenario, il 19 dicembre, per avviarlo, anche in vista del 1 gennaio. Intanto il 4 dicembre i sindacati riferiranno i risultati dell'incontro ai lavoratori in assemblea, con le Segreterie Nazionali. Confindustria Alto Adriatico è convinta dell' efficacia dell'Adp. Per bocca del suo direttore generale Massimiliano Ciarrocchi, presente al Mimit, fa sapere che "la strada presentata è adatta a mantenere l'industria nel territorio e consente di mantenere una filiera industriale fondamentale. Lavoreremo con il Governo, con la Regione, le parti sociali e le aziende per attuare questo percorso ". Più dura la reazione di Usb. Sasha Colautti, responsabile nazionale industria, sostiene che "con l'uscita di Mitsubishi si delinea uno scenario da incubo" e che il "Governo tenta la carta Fincantieri ma senza piano industriale". L'assessore al Lavoro Fvg, Alessia Rosolen, sttolinea il "ruolo fortemente proattivo nel processo di reindustrializzazione di Mimit e Regione Fvg, senza che ciò implichi la deresponsabilizzazione di Wartsila, che dovrà garantire il proprio impegno al fine della condivisione di una soluzione positiva". Senza dimenticare l'indotto. E difende l'Adp: è "lo strumento per garantire allo stesso tempo impegno massimo delle istituzioni e assunzione da parte di Wartsila di quelle responsabilità nei confronti del territorio e dei lavoratori dalle quali non può essere svincolata". Dubbiosa la deputata dem Debora Serracchiani presente al tavolo. (ANSA) DO ANSA
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