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Cronaca

Trieste, ombrelloni, pedalò e sabbia davanti al Municipio: la proposta che scatena il morbin

redazione·
Trieste, ombrelloni, pedalò e sabbia davanti al Municipio: la proposta che scatena il morbin

A Trieste mancava forse soltanto questa: Piazza Unità d’Italia trasformata in una gigantesca spiaggia cittadina, con sabbia, ombrelloni, bagnanti, giochi sulla battigia e persino pedalò davanti al Municipio.

È la fantasiosa proposta arrivata da un triestino, accompagnata da un’immagine che ha immediatamente il sapore del morbin estivo: una Piazza Unità completamente rivoluzionata, dove al posto della grande distesa di pietra compare un enorme arenile affacciato direttamente sul mare.

Una visione decisamente surreale, ma perfettamente inserita nello spirito di Ferragosto: costume, asciugamano sotto braccio e, invece di dirigersi verso Barcola, si scende direttamente in piazza.

Piazza Unità versione stabilimento balneare

Nell’immagine immaginata dal cittadino, la piazza più famosa di Trieste cambia completamente volto.

Davanti al Municipio compare una grande spiaggia di sabbia, popolata da decine di persone tra ombrelloni, asciugamani e costumi. Qualcuno prende il sole, qualcuno passeggia sulla battigia, altri sono già immersi nell’acqua.

E per completare il quadro non mancano nemmeno i pedalò, che navigano placidamente proprio davanti a quella che normalmente è una delle piazze monumentali più conosciute della città.

Una specie di incrocio impossibile tra Piazza Unità, Barcola e una località balneare dell’Adriatico.

Altro che ricerca del posto a Barcola

Se l’idea diventasse realtà, uno dei problemi più antichi dell’estate triestina potrebbe essere risolto con una semplicità quasi disarmante: niente più caccia al posto sul lungomare.

La nuova domanda potrebbe diventare: “Te va in piazza o te va a Barcola?”

Nell’immagine c’è spazio praticamente per tutti: famiglie, bambini, giovani, pensionati, giocatori sulla sabbia e aspiranti navigatori in pedalò.

E naturalmente, conoscendo Trieste, non sarebbe difficile immaginare immediatamente anche il resto.

Chi arriva alle sei del mattino per conquistare la prima fila.

Chi sostiene che “una volta la sabbia iera meio”.

Chi protesta perché l’ombrellone del vicino toglie la vista al Municipio.

E chi, naturalmente, chiederebbe una zona rigorosamente riservata ai triestini.

Il bagno con vista Municipio

La vera rivoluzione sarebbe però nella prospettiva.

Nuotare nel golfo guardando direttamente il Palazzo del Municipio, uscire dall’acqua e trovarsi praticamente nel cuore del salotto buono della città.

Un’esperienza che difficilmente avrebbe concorrenti.

L’immagine immagina infatti il mare arrivare praticamente davanti alla piazza, trasformando uno dei luoghi più solenni di Trieste in una grande località balneare urbana.

Costume, ciabatte e crema solare diventerebbero così il nuovo dress code di Piazza Unità.

E il “capo in B” direttamente sotto l’ombrellone

In una simile Piazza Unità balneare anche le abitudini triestine potrebbero adattarsi rapidamente.

Il capo in B? Direttamente sotto l’ombrellone.

L’aperitivo? A pochi metri dalla battigia.

La foto davanti alla Fontana dei Quattro Continenti? Naturalmente in costume.

E per i turisti sarebbe probabilmente impossibile capire se si trovano davanti a una piazza trasformata in spiaggia o a una spiaggia con uno dei fondali architettonici più spettacolari immaginabili.

Il problema sarebbe scegliere il nome

Una proposta simile aprirebbe inevitabilmente anche il capitolo del nome.

“Bagno Unità”?

“Stabilimento Municipio”?

“Unità Beach”?

Oppure, più semplicemente, “el bagno in piazza”.

Con tanto di bollettino mattutino: prima fila esaurita, pedalò disponibili, mare calmo e rischio massimo di incontrare qualcuno che conosci.

Perché a Trieste puoi andare dall’altra parte della città, sul Carso o in mezzo al golfo, ma qualcuno che ti saluta prima o poi arriva sempre.

Una provocazione estiva che fa sorridere

Naturalmente quella rappresentata nell’immagine è una fantasia, una proposta decisamente giocosa e impossibile da confondere con un progetto reale.

Ma proprio per questo riesce a fotografare bene lo spirito di queste giornate: un po’ di ironia, voglia di mare e quella particolare capacità triestina di trasformare qualsiasi idea in un'occasione per discutere, scherzare e immaginare.

E chissà quale sarebbe la reazione dei cittadini davanti a una domanda del genere:

se Piazza Unità diventasse davvero una spiaggia per un’estate, voi ci andreste?

Perché conoscendo Trieste, una certezza probabilmente ci sarebbe: prima tutti contrari, poi alle sette del mattino non si troverebbe più neanche mezzo metro libero per stendere l’asciugamano.

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