sabato 15 agosto 2026
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Politica

Trieste, Governa (Azione): «Fast food non creano i maranza e turismo non può vivere alla giornata»

redazione·
Trieste, Governa (Azione): «Fast food non creano i maranza e turismo non può vivere alla giornata»

Un intervento che mette insieme fast food, qualità dell’offerta enogastronomica, sicurezza, impresa e turismo, con una critica tanto alla destra quanto al centrosinistra quando la politica finisce per trasformare determinate attività private in bersagli pubblici. A intervenire è Arturo Governa, segretario comunale di Azione, che in una lunga riflessione affronta il dibattito nato a Trieste attorno all’apertura di un nuovo fast food.

«Quando delle iniziative private vengono messe all'indice dalla politica non è mai un bene», afferma Governa.

Secondo l’esponente di Azione, il rischio è quello di trasformare la politica in un semplice amplificatore di luoghi comuni invece di affrontare le questioni strutturali che riguardano davvero la città.

“Lo fa la destra con i kebab, lo fa il centrosinistra con i fast food”

Governa parte da una critica rivolta a entrambi gli schieramenti.

«Lo ha fatto e lo fa la destra di fronte al proliferare dei kebab. Lo fa a Trieste il centrosinistra all'annuncio dell'apertura di un nuovo fast food».

Per il segretario comunale di Azione il problema nasce quando la discussione politica si concentra sul tipo di attività che apre anziché sulle condizioni nelle quali quella stessa attività opera.

«Lo fa chi, in generale, scambia la politica per l'amplificatore di luoghi comuni».

Una dinamica che, secondo Governa, rischia di alimentare «qualunquismo» e creare nuovi bersagli per «battaglie senza senso».

“Non sono i fast food ad abbassare la qualità”

Il primo punto affrontato riguarda l’offerta enogastronomica della città.

«Non sono i fast food ad abbassare la qualità dell'offerta enogastronomica di un territorio».

Secondo Governa, i problemi maggiori sarebbero invece legati ad attività scarsamente strutturate e prive di una reale progettualità.

«Fanno molti più danni ristoratori improvvisati o esercizi che nascono e chiudono nel giro di pochi mesi senza che nessuno riesca davvero a capire chi e come ha fatto ad aprire».

Una situazione che, aggiunge, sarebbe possibile riscontrare anche nel centro di Trieste.

Tutela della concorrenza e controlli

Da qui la richiesta di spostare l’attenzione su ciò che la politica può concretamente fare.

«Non per limitare ma per tutelare la concorrenza», sottolinea Governa.

La strada indicata passa dalla valorizzazione dei professionisti del settore, con particolare attenzione a chi ha investito risorse e competenze nella propria attività.

«Quelli seri. Quelli preparati. Quelli più giovani che hanno investito risorse per fare impresa, per costruirsi un futuro. Quelli che nel settore ci stanno da una vita e che hanno contribuito a qualificare l'offerta di un territorio».

Accanto a questo, Governa chiede maggiore vigilanza.

«Sul rispetto delle norme igienico sanitarie. Sul rispetto delle norme sul lavoro. Sulla sicurezza. Sulla provenienza delle risorse utilizzate per avviare attività nella nostra città».

Tutti aspetti che, osserva, richiedono «risorse e impegno della Politica».

“I fast food non fabbricano i maranza”

Il secondo punto dell’intervento riguarda il tema della sicurezza e il collegamento, talvolta proposto nel dibattito pubblico, tra fast food e presenza di giovani problematici.

Governa respinge nettamente questa impostazione.

«Non sono i fast food a fabbricare i “maranza”, ammesso che ci siamo capiti su chi siano veramente».

Secondo il segretario comunale di Azione, i fenomeni di teppismo hanno origini molto più profonde.

«I teppisti esistono per carenze ben più ampie: della società e anche della politica. Non arrivano perché ci sono i fast food».

Anche in questo campo, sostiene, le amministrazioni hanno a disposizione diversi strumenti di intervento e dovrebbero concentrarsi su quelli anziché individuare facili bersagli.

La stoccata sul turismo: “Trieste non sa cosa vuole fare da grande”

È però sul turismo che Governa concentra una delle critiche più dure.

«Questa città non ha idea di cosa voglia fare da grande. È forse la cosa più seria fra tutte».

Secondo l’esponente di Azione, Trieste starebbe affrontando la crescita turistica senza una strategia sufficientemente definita.

«Sul turismo viviamo alla giornata. Celebriamo successi numerici senza interrogarci su quei numeri e su come trasformarli in un asset compatibile con uno sviluppo e una crescita stabile».

A mancare, secondo Governa, sarebbe anche la capacità di trasferire concretamente ai cittadini i benefici derivanti dalla crescita del comparto.

«Senza interrogarci e senza fare nulla per trasferire ai cittadini i benefici di questo comparto».

“Una crescita che non è infinita”

Nel suo ragionamento arriva quindi un avvertimento preciso.

«Stiamo subendo una crescita che non è infinita».

Il rischio, secondo Governa, è quello di considerare automatico e permanente un fenomeno che invece dovrebbe essere governato e inserito in una visione complessiva della città.

«Che se non è gestita può rivelarsi una bolla al cui scoppio potremmo risvegliarci tutti molto male».

Una riflessione che sposta così il confronto ben oltre la singola apertura commerciale.

Per Governa la vera domanda non riguarda semplicemente se un fast food debba piacere o meno, ma quale modello economico, turistico e commerciale Trieste voglia costruire per il proprio futuro.

“Prima guardiamo alle nostre responsabilità”

La conclusione dell’intervento torna infine sul ruolo della politica.

«Prima di additare presunti nuovi e vecchi nemici su cui scaricare le cause dei nostri mali, dovremmo partire sempre dalle nostre responsabilità».

Per Governa servono dunque «risposte sensate e non demagogiche» a domande che riguardano concorrenza, qualità dell’offerta, sicurezza, lavoro e sviluppo turistico.

Un intervento che entra direttamente nel dibattito triestino sui nuovi fast food, ma che allarga inevitabilmente il campo a una questione più profonda: che tipo di città vuole diventare Trieste e come intende governare la crescita che sta vivendo.

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