Ricky Ottolino attacca: «Mi paghi come DJ, ma ti aspetti un’organizzazione di eventi» (VIDEO)

Scegliere un DJ per la sua proposta musicale e chiedergli di garantire il risultato di un’intera organizzazione di eventi sono richieste differenti. Ricky Ottolino ha affrontato il tema durante la trasmissione di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi, intervenendo sul rapporto tra locali, artisti, promozione e pubblico.
Il confronto è nato dalle osservazioni di Mauro Manni sulla domanda «quanta gente mi porti?» rivolta ai musicisti. Ottolino ha condiviso il ragionamento, raccontando dinamiche incontrate nelle proprie collaborazioni.
Quando la richiesta riguarda le pubbliche relazioni
Secondo Ottolino, può accadere che il locale valuti la figura artistica soprattutto per la sua capacità di richiamare clienti.
«Stai cercando una persona che si occupi di fare le pubbliche relazioni in una data specifica? Sono due cose un po’ diverse», ha osservato.
Il DJ ha distinto il lavoro musicale dalla costruzione e dalla promozione complessiva di un evento. Una distinzione che, nel suo intervento, riguarda le aspettative con cui viene avviata una collaborazione e le risorse necessarie per raggiungere determinati risultati.
«Ti pago come DJ, però mi aspetto il risultato…»
Ottolino ha descritto così una situazione che gli è capitato di incontrare: «Ti pago come DJ, però mi aspetto il risultato di un’organizzazione di eventi».
Ha poi ricordato che un’organizzazione dispone di un gruppo di persone e comprende competenze differenti: il DJ, la grafica, le pubbliche relazioni. Attività che richiedono lavoro e che incidono anche sui costi.
Il nodo, nella sua analisi, è saper distinguere le funzioni e chiarire il contributo richiesto a ciascuno.
«Un DJ certo, oggi è quasi un tuttologo, perché deve fare tutte queste cose messe insieme», ha aggiunto.
Lavorare senza Instagram
Luca Marsi ha chiesto a Ottolino anche se oggi sarebbe possibile lavorare senza Instagram. La risposta è stata articolata: «Sì e no».
Dal punto di vista artistico e della riconoscibilità del proprio nome, il DJ ritiene possibile continuare a lavorare. Ha richiamato il ruolo del passaparola, che resta uno strumento capace di coinvolgere le persone e far conoscere gli appuntamenti.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto la forza dei social nel rendere visibile una serata a un pubblico più ampio.
«Il social, il media, l’Internet è quello che ti permette di rendere quell’evento visibile a più persone», ha spiegato.
Il post che torna in mente quando arriva l’invito
Ottolino ha descritto un meccanismo concreto: una persona vede una grafica o un video, magari senza soffermarsi; in un secondo momento riceve un invito e ricorda quel contenuto.
La comunicazione online, in questo caso, accompagna il contatto diretto. Il passaparola può riattivare l’attenzione su qualcosa già incontrato sui social, rendendo l’appuntamento più riconoscibile.
«È un qualcosa di importante lo strumento online che oggi c’è, perché non utilizzarlo?», ha osservato.
Nel suo intervento, quindi, la promozione mantiene un ruolo centrale. La richiesta ai locali è riconoscere come viene svolta, da chi e con quali mezzi, così da impostare la collaborazione su aspettative chiare.
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