Centinaia in piazza Libertà per le vittime del Porto Vecchio: «Si muore di abbandono» (FOTO-VIDEO)

Centinaia di persone hanno riempito piazza Libertà questa sera, lunedì 2 novembre, per ricordare le due vittime dell’incendio nel magazzino 18 del Porto Vecchio e chiedere risposte sulle condizioni di chi vive senza un riparo sicuro. Una partecipazione numerosa, che ha portato davanti alla stazione ferroviaria il dolore e la richiesta di cambiamento espressi durante la giornata.
Le fotografie mostrano una folla raccolta attorno al monumento e lungo gli spazi alberati della piazza: persone di età diverse, strette nei cappotti, riunite dopo la tragedia della notte tra domenica e lunedì.
Una piazza gremita per ricordare due vite spezzate
L’appuntamento delle 18.30 ha richiamato centinaia di cittadini nel luogo diventato centrale nel confronto sull’assistenza alle persone più fragili.
Al ricordo delle vittime si è affiancata la rivendicazione del diritto a vivere dignitosamente. Una richiesta che ha trovato espressione nell’appello diffuso da USB, sintetizzato nella frase: «A Trieste si muore di abbandono istituzionale».
Parole che esprimono la denuncia politica del sindacato sulle condizioni di marginalità e sulla gestione dell’accoglienza, mentre la ricostruzione dell’incendio e delle circostanze delle morti resta affidata alle autorità competenti.
USB: «Accoglienza e dignità non possono essere cancellate»
Nel messaggio con cui ha invitato a tornare in piazza, USB ha collegato quanto accaduto alle scelte compiute negli anni sul territorio.
Secondo il sindacato, politiche definite «miopi» avrebbero indebolito la rete di accoglienza e solidarietà cittadina. La tragedia, sostiene l’appello, chiama in causa «precise responsabilità politiche e istituzionali».
La mobilitazione è stata indicata come un momento per ricordare le due persone morte e, insieme, «rivendicare il diritto di tutti a vivere dignitosamente».
Il ritorno nella piazza dove si era concluso il corteo
Piazza Libertà era stata anche il punto conclusivo del corteo dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre. Un richiamo presente nell’appello di USB, che ha ricordato il significato attribuito a quella scelta: ribadire che «accoglienza e dignità non possono essere cancellate dall’indifferenza istituzionale».
Questa sera la piazza è tornata a riempirsi in circostanze profondamente diverse, dopo la morte di due persone che avevano trovato riparo in un edificio dismesso.
Dal cordoglio alla richiesta di risposte
La partecipazione ha dato una dimensione collettiva al dolore che ha attraversato la giornata. Nelle immagini, la presenza di centinaia di persone restituisce il senso di un ritrovo che unisce il ricordo delle vittime alla richiesta di maggiore protezione per chi vive in condizioni precarie.
Al centro della serata, la volontà di mantenere l’attenzione sulle persone senza un luogo sicuro dove trascorrere la notte e sulle risposte necessarie per evitare altre tragedie.
DI SEGUITO LE FOTO E IL VIDEO
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