lunedì 2 novembre 2026
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Rogo in Porto Vecchio a Trieste, Pellegrino e Grimaldi (Avs): "Non è una fatalità, ma una tragedia annunciata"

redazione·
Rogo in Porto Vecchio a Trieste, Pellegrino e Grimaldi (Avs): "Non è una fatalità, ma una tragedia annunciata"

Incendio in Porto Vecchio a Trieste: Pellegrino e Grimaldi (Avs) attacano le istituzioni dopo il rogo mortale nel magazzino abbandonato. "Non è una fatalità, ma tragedie annunciate legate all'assenza di risposte strutturali sull'accoglienza".

"Esprimiamo il più profondo e doloroso cordoglio per la tragica scomparsa delle due persone che, questa notte, hanno perso la vita nell'incendio di un magazzino abbandonato in Porto vecchio a Trieste. Al dolore si aggiunge però una rabbia profonda, perché non ci troviamo di fronte a una tragica fatalità, ma a morti annunciate che si dovevano e si potevano evitare". Così in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Avs, commentando con l'onorevole Marco Grimaldi (Avs) "il drammatico rogo avvenuto a Trieste mentre sulla città sferzava una fortissima bora".

"Da anni denunciamo come a Trieste - rammenta Pellegrino - decine di persone siano costrette a cercare riparo in strutture fatiscenti, degradate e insicure. Ieri, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini poteva proteggersi dal gelo e dal vento nelle proprie case, c'era chi non aveva altra scelta se non un edificio abbandonato per superare la notte. È inaccettabile che in una società civile si continui a morire di marginalità e di freddo".

Gli esponenti di Avs spostano poi l'accento "sul piano strettamente istituzionale, puntando il dito contro la gestione della sicurezza e dei flussi migratori sul territorio. Due morti nel rogo di Porto vecchio a Trieste non è fatalità, è una tragedia annunciata soprattutto dal momento che già lo scorso inverno ci sono stati altri morti negli stessi magazzini. Le responsabilità politiche di quanto accaduto vanno chiamate con il loro nome. Comune, Prefettura e Regione continuano pervicacemente a non voler garantire risposte strutturali e adeguate alle esigenze di accoglienza, preferendo speculare sul perpetuarsi di uno stato di emergenza continuo. La vera sicurezza non si fa lasciando gli esseri umani invisibili nei magazzini abbandonati, o spostandoli come fossero involucri da smaltire, ma programmando soluzioni dignitose e umane".

"È ora di dire basta. Chiediamo con forza e immediatezza - incalza Pellegrino - l'apertura di un centro di bassa soglia che possa offrire un riparo sicuro a chiunque ne abbia bisogno, sottraendo queste persone alla disperazione e al rischio della vita. La mancanza di volontà politica non può continuare a essere pagata con le vite umane e demonizzando il lavoro di chi si occupa di chi vive per sopravvivere, ovvero gli ultimi, i più vulnerabili e le fasce più marginalizzate della nostra società".

"Il Consorzio italiano di solidarietà - ufficio rifugiati di Trieste denuncia che, da mesi - rende noto la consigliera nella nota congiunta -, gli appartamenti gestiti dal consorzio hanno mediamente 70 posti vuoti che potrebbero garantire un alloggio dignitoso, ma che restano inutilizzati per scelte amministrative. Non sono più ammissibili le scelte del Comune di Trieste, che si rifiuta di aprire l'ex mercato di via Flavio Gioia, della Questura, che rinvia di mesi le domande di asilo per non accogliere, e della Prefettura, che nega i diritti, senza dimenticare il divieto di distribuire cibo e coperte in piazza Libertà. Questa è una politica di violenza e abbandono che uccide".

"Presenteremo interrogazioni in Parlamento e in Consiglio regionale per pretendere risposte dalla maggioranza di Centrodestra. Non siamo di fronte a un'inefficienza - chiudono i due esponenti di Avs -, ma a una precisa strategia politica di violenza e abbandono che calpesta il diritto d'asilo, con conseguenze troppo spesso mortali".

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