Governa (Azione) contro l’odio social dopo il rogo: «Tutte le forze politiche lo condannino»
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Una condanna esplicita dei commenti d’odio comparsi sui social dopo la tragedia in Porto Vecchio. È quanto chiede Arturo Governa, segretario cittadino di Azione, invitando tutte le forze politiche a prendere posizione nel rispetto delle due persone morte nell’incendio.
«Di fronte alla tragedia il rispetto non basta», scrive Governa nel suo intervento. «Occorre denunciare la barbarie dei commenti che affollano i social in queste ore e che non rappresentano la nostra città e i valori di tolleranza su cui è costruita».
L’appello a tutte le forze politiche
Il segretario cittadino di Azione sollecita una presa di posizione condivisa, anche quando affermare il rispetto della vita e delle vittime possa apparire scontato.
«Tutte le forze politiche, a costo di dichiarare ciò che per loro è scontato, devono avere il coraggio di condannare l’odio che sta calpestando una tragedia in cui due persone hanno perso la vita», afferma.
La richiesta riguarda il modo in cui la comunità reagisce al dolore e il ruolo della politica nel contrastare espressioni che offendono le vittime.
«Nessuna opinione può diventare oltraggio»
Governa richiama un limite che, nel suo intervento, deve valere al di là delle diverse posizioni politiche.
«Nessuna opinione può sfociare nell’inaccettabile oltraggio della vita e della dignità, del rispetto dovuto alla morte», sottolinea.
Per il rappresentante di Azione, il rispetto delle persone costituisce il confine entro il quale deve svolgersi il confronto pubblico. «Chi è fuori da questo perimetro è fuori dal consesso civile», scrive, chiedendo alle forze politiche di non lasciare spazio ad ambiguità.
La richiesta di intervenire nei casi previsti dalla legge
Nel passaggio conclusivo, Governa ribadisce la propria condanna come segretario cittadino di Azione e chiede che gli autori delle espressioni d’odio vengano individuati e, ove ne ricorrano i presupposti, perseguiti per legge.
Il suo appello è a difendere una società nella quale il rispetto della vita umana resti un principio condiviso, anche nelle discussioni più dure e divisive.
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