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Cronaca

Protesta genitori e insegnanti in Piazza Unità: «Se le regole non cambiano, a settembre scuole vuote» (VIDEO-SERVIZIO)

Luca Marsi·
Alle 9.30 di oggi, 20 giugno 2020, un comitato di insegnanti, genitori, medici e avvocati si è ritrovato in Piazza Unità per manifestare contro le restrizioni igienico-sanitarie nei centri estivi e chiedere regole certe per le riaperture delle scuole a settembre. Gli organizzatori avevano dichiarato:
 
«Genitori, insegnanti, educatori, medici, avvocati: tutti uniti per dire NO ad una scuola che separa, distanzia, rischia di far paura. NO a un possibile rientro a settembre con mascherine, visiere o altro sistema limitante e isolante. Diciamo NO già adesso, con i Centri Estivi ridotti all’osso nei numeri, bambini divisi in piccoli gruppi, separati dagli altri, con mascherine da usare anche all’aperto, con il caldo e sole che sta arrivando. Anche se le indicazioni sono di usare la mascherina SOLO SE non si garantisce la distanza, ma come si fa ad impedire ai bambini di avvicinarsi? Dobbiamo educarli in questo modo? A rimanere isolati, senza contatti umani, con la paura del proprio amico? I bambini, i meno colpiti dal virus, sono quelli che stanno pagando conseguenze tra le più care. Mentre il resto d’Europa è tornato sui banchi di scuola, molti senza mascherine, i nostri figli sono stati costretti a rimanere isolati, senza amici, senza parchi gioco. I danni, le difficoltà, la sofferenza imposta ai nostri figli in questi mesi doveva trovare immediato sollievo.»
 
Decine le persone presenti in piazza. Erica Flego, portavoce del gruppo, ha dichiarato ai nostri microfoni: «Siamo qui uniti per una scuola libera. Siamo cittadini, mamme, insegnanti. Siamo qui perché vogliamo un rientro a settembre che sia consono con ciò che fino ad adesso la scuola ha proposto come importanti, completamente in disaccordo con quanto fino ad ora il governo ha preventivato per il rientro: mascherine, plexiglass, visiere, distanziamento. Siamo contro tutto ciò perché alla fin fine, fondamentalmente, fare scuola in questo modo fa male al futuro dei nostri figli, può comportare un rischio psico-fisico e comportamentale. Vogliamo salvaguardare il nostro e il loro futuro, ed è per questo che siamo qui in piazza a protestare».
 
Le fa eco Ketty Pichel, seconda portavoce del gruppo di genitori e insegnanti: «Questa manifestazione è nata spontaneamente da un gruppo di genitori. Non vogliamo alcuna bandiera politica, alcun movimento. Vogliamo essere ricordati semplicemente come genitori che lottano assieme per il futuro dei loro bambini, speriamo di avere più presenze possibili. Questo è l’inizio, altre città stanno manifestando per la nostra causa. Se non saremo ascoltati e non avremo alcun risultato, non ci fermeremo qui. Siamo tutti uniti, senza alcuna distinzione, abbiamo in comune l’affetto per i nostri figli e la speranza per il loro futuro, che non può essere quello che ci stanno presentando al momento. Vogliamo chiarezza sin da ora, e non a settembre, quando i nostri figli saranno già sulle porte della scuola. Se non cambierà nulla, le scuole resteranno vuote».
 

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