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Cronaca

Piazza Libertà, la denuncia di Linea d’Ombra: «Agli ultimi e agli invisibili va la nostra resistenza»

Luca Marsi·
Piazza Libertà, la denuncia di Linea d’Ombra: «Agli ultimi e agli invisibili va la nostra resistenza»

Ci sono immagini che raccontano una città da una prospettiva completamente diversa. Una mano ferita medicata, una coperta termica, una borsa lasciata sull’asfalto. È il volto più fragile di Piazza Libertà raccontato da Linea d’Ombra, la realtà impegnata da anni nell'assistenza alle persone migranti che transitano per Trieste.

Nel messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle fotografie dell'attività svolta in piazza, le parole sono durissime e allo stesso tempo cariche di partecipazione: «Agli ultimi, agli scartati, agli invisibili va invece la nostra resistenza con la passione che riporta luce e illumina l’ombra delle vite precarie».

La sera in Piazza Libertà

Il racconto parla di un'attività che continua fino a tarda sera, con la distribuzione di borse alimentari alle persone bisognose.

Non ci sono soltanto il cibo e i beni di prima necessità. La fotografia pubblicata mostra anche una persona mentre riceve assistenza a un piede, in una scena che restituisce immediatamente la dimensione concreta di quanto accade.

Sono piccoli gesti che, messi uno accanto all'altro, diventano il racconto di una presenza sul campo: curare una ferita, consegnare qualcosa da mangiare, fermarsi accanto a chi in quel momento non ha altro punto di riferimento.

«Agli ultimi, agli scartati, agli invisibili»

È soprattutto il linguaggio scelto nel messaggio a rendere evidente la posizione di Linea d'Ombra.

L'organizzazione parla di «ultimi», «scartati» e «invisibili», contrapponendo simbolicamente quella presenza in strada al «deserto dei cuori aridi» e alla «piazza morta».

Parole forti, che rappresentano la visione e la denuncia della realtà impegnata nell'assistenza e che riportano ancora una volta l'attenzione sulle condizioni delle persone che attraversano la città lungo la rotta balcanica.

Nel post compaiono infatti anche riferimenti espliciti alla Balkan Route, a Piazza del Mondo e alla condizione di abbandono in strada.

Una mano curata diventa il simbolo della serata

Tra le immagini pubblicate, quella della medicazione assume inevitabilmente una forza particolare.

Una persona è distesa mentre alcuni volontari intervengono sul piede. Accanto, la coperta termica dorata. Non servono grandi scenografie: è una scena essenziale che porta l'attenzione sulla vulnerabilità di chi si trova a vivere una parte della propria esistenza sulla strada.

Linea d'Ombra trasforma quella fotografia nel simbolo della propria presenza quotidiana: esserci quando qualcuno ha fame, quando qualcuno è ferito, quando qualcuno rischia semplicemente di diventare invisibile agli occhi della città.

Piazza Libertà, ancora una volta al centro

Piazza Libertà torna così a essere non soltanto un luogo fisico, ma il punto nel quale si incontrano alcune delle questioni sociali più delicate di Trieste.

Il post non nasconde la durezza della propria posizione. Al contrario, sceglie parole volutamente emotive per rivendicare l'impegno verso chi vive una situazione di estrema precarietà.

E alla fine rimane proprio quella frase, quasi un manifesto: «Agli ultimi, agli scartati, agli invisibili va invece la nostra resistenza».

Una dichiarazione che, al di là delle differenti letture sul fenomeno migratorio e sulla gestione di Piazza Libertà, mette al centro qualcosa di estremamente concreto: una persona che ha bisogno di mangiare, una ferita da curare e qualcuno che decide di fermarsi.

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