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Politica

Premio Luchetta, Azione: «Regione ha sbagliato, ma i soldi pubblici non finanzino certe posizioni»

redazione·
Premio Luchetta, Azione: «Regione ha sbagliato, ma i soldi pubblici non finanzino certe posizioni»

Una presa di posizione che distingue nettamente due questioni: da una parte l’operato della Regione Friuli Venezia Giulia, dall’altra la scelta di premiare Francesca Albanese nell’ambito di un progetto sostenuto con risorse pubbliche.

A intervenire è il segretario comunale di Azione, che parte dalle decisioni della giustizia amministrativa per rivolgere una critica molto dura alla gestione della vicenda da parte della Regione.

«Dopo due gradi di Giustizia Amministrativa che hanno stabilito che la Regione Friuli Venezia Giulia ha sbagliato, bisogna prendere atto dell’errore», afferma.

Secondo l'esponente di Azione, quanto accaduto dovrebbe determinare anche una riflessione interna: «Se fossi negli uffici e nella commissione responsabile, farei una seria riflessione su come si sia potuti arrivare ad una sconfessione così disarmante del proprio operato».

«Premiare Francesca Albanese con soldi pubblici non si può sentire»

Il giudizio sull'errore amministrativo, però, non porta Azione Trieste a condividere le critiche rivolte alla Regione per aver sollevato la questione relativa a Francesca Albanese.

«Detto questo però, è inutile raccontarcela: premiare Francesca Albanese nell'ambito di un progetto finanziato con soldi pubblici non si può sentire».

Il segretario comunale respinge quindi l'interpretazione secondo la quale porre il problema significherebbe esercitare una forma di censura: «Scandalizzarsi, evocando la censura, se l'Amministrazione pubblica solleva il problema, è pura mistificazione».

Le durissime accuse ad Albanese

Nel suo intervento, l'esponente di Azione formula quindi un giudizio politico estremamente severo nei confronti di Francesca Albanese, definendola «una propagandista non pentita» e sostenendo che alcune sue tesi coinciderebbero in buona parte con quelle dei sostenitori di Hamas.

Si tratta di valutazioni e accuse politiche espresse dal segretario comunale di Azione, che collega poi la questione alla natura stessa dell'associazione coinvolta.

«Che a premiarla sia un'associazione che opera meritoriamente a sostegno dell'infanzia negata, non può non risultare stridente», sostiene, mettendo in relazione le posizioni pubbliche attribuite ad Albanese sul conflitto israelo-palestinese con quelle che definisce le «ragioni» di gruppi terroristici responsabili dell'uccisione di bambini.

Azione: «Correggere l’errore, ma ribadire un principio»

La posizione finale tiene quindi insieme i due aspetti della vicenda.

Da una parte, secondo Azione Trieste, la Regione deve prendere atto dell'esito dei due gradi della giustizia amministrativa e correggere il proprio errore. Dall'altra, dovrebbe ribadire con altrettanta decisione la propria posizione sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

«L'Amministrazione regionale secondo me ha una sola strada davanti: correggere l'errore ma ribadire al contempo che non un solo euro di denaro pubblico può essere speso per dare voce ai propagandisti dell'odio».

Una posizione fortemente critica che, pur riconoscendo apertamente la sconfitta della Regione davanti alla giustizia amministrativa, riapre il confronto politico sulla scelta di Francesca Albanese e sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici nell'ambito delle iniziative culturali.

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