sabato 7 novembre 2026
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Cronaca

Unità e preghiera: Trieste si ferma per invocare la pace (FOTO-VIDEO)

Francesco Viviani·
Unità e preghiera: Trieste si ferma per invocare la pace (FOTO-VIDEO)

Trieste, nella sua storica vocazione di crocevia di popoli e culture, ha offerto al mondo un momento di profondo significato: le comunità religiose della città, in una silenziosa e sentita preghiera, si sono unite per invocare la pace nel Medio Oriente.

A guidare questa singolare preghiera non sono state le parole, ma il silenzio. Un silenzio carico di speranza e dolore, che ha visto come protagonisti il vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, il rabbino capo Eliahu Alexander Meloni, il presidente della Comunità islamica Omar Akram, insieme ai rappresentanti di altre chiese cristiane e confessioni religiose. Alle loro spalle, una folla di circa 1.500 persone, secondo le stime fornite dalla Questura, ha risposto all'appello.

Questo congiunto atto di fede si è svolto lungo il molo Audace, con i partecipanti rivolti verso il mare, simbolo di confine e di infinito, per condividere il loro appello a un'umanità più giusta e serena. Per quindici minuti, il tempo ha sembrato sospendersi, mentre Trieste intera faceva risuonare un grido silenzioso contro la sofferenza causata dalle violenze in terre lontane.

Le parole di monsignor Trevisi hanno risuonato nel cuore dei presenti, sottolineando come Dio non voglia la guerra e come l'umanità sia chiamata a ricongiungere le famiglie, a porre fine alla violenza, a prendersi cura dei civili con compassione e a riprendere il dialogo. La richiesta di rispetto e accoglienza espressa dalle diverse confessioni ha sottolineato la possibilità di comunicare e vivere insieme, nonostante la diversità.

L'evento si è concluso con un abbraccio simbolico tra i rappresentanti delle varie fedi, un'immagine potente che ha rafforzato il messaggio di fraternità e pace. La città di Trieste, ancora una volta, ha dimostrato di essere un faro di tolleranza e dialogo, riaffermando la sua identità di luogo dove la convivenza pacifica tra diverse identità culturali e religiose non è solo possibile, ma è una realtà viva e operante.

Questo momento di raccoglimento è stato un gesto che va oltre la geografia locale, un appello universale alla pace che, dalla quiete di Trieste, ha attraversato mari e confini, raggiungendo i cuori di tutti coloro che, in ogni angolo del mondo, si battono per un'esistenza libera dalla paura e dal dolore della guerra.

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