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Cronaca

Maranza e sicurezza a Trieste, Ramazzina duro: “Sempre gli stessi creano il caos” (VIDEO)

Luca Marsi·
Maranza e sicurezza a Trieste, Ramazzina duro: “Sempre gli stessi creano il caos” (VIDEO)

Il tema della sicurezza urbana e delle aggressioni legate alla movida è stato al centro della diretta di Trieste Cafe dedicata al fenomeno dei cosiddetti maranza e delle tensioni che, secondo quanto emerso nel corso del confronto, starebbero interessando sempre più frequentemente diverse aree della città.

Tra gli interventi più netti e diretti quello dell’imprenditore Riki Ramazzina, che ha espresso forte preoccupazione per il ripetersi di episodi violenti durante i fine settimana e anche nei giorni infrasettimanali.

“Ogni weekend succede qualcosa”

Nel corso della diretta Ramazzina ha spiegato che, secondo la sua percezione, la situazione starebbe diventando sempre più pesante soprattutto in alcune zone della città considerate più esposte agli episodi di tensione.

L’imprenditore ha parlato apertamente di aggressioni, risse e problemi ricorrenti legati alla sicurezza urbana, sostenendo che non si tratterebbe più di casi sporadici ma di episodi che ormai si ripeterebbero con continuità.

Secondo quanto dichiarato durante il confronto, il problema riguarderebbe un numero ristretto di persone che continuerebbero a creare tensioni in città.

La paura per le attività del centro

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato le conseguenze economiche e commerciali che situazioni di questo tipo potrebbero avere sulle attività cittadine.

Ramazzina ha espresso preoccupazione per il rischio che alcune aree centrali possano tornare a essere sottoposte a controlli straordinari o limitazioni che finirebbero per penalizzare il lavoro di bar, locali e attività commerciali.

Nel corso del dibattito è emerso il timore che episodi continui di violenza possano incidere negativamente sull’immagine della città proprio all’inizio della stagione estiva.

“Non hanno più rispetto delle istituzioni”

Tra i temi affrontati anche quello del rapporto tra giovani e forze dell’ordine. Ramazzina ha sostenuto che oggi molti ragazzi non avrebbero più alcun timore o rispetto nei confronti delle istituzioni.

Nel suo intervento ha fatto riferimento alla differenza generazionale rispetto al passato, raccontando che da giovane percepiva le forze dell’ordine con timore e rispetto, mentre oggi assisterebbe a comportamenti completamente differenti.

Secondo quanto spiegato durante la diretta, il problema non riguarderebbe soltanto la criminalità ma anche un generale cambiamento culturale nel rapporto con le istituzioni pubbliche.

La situazione al pronto soccorso

Nel corso del confronto Ramazzina si è soffermato anche sulla situazione del pronto soccorso di Cattinara, raccontando di aver assistito personalmente a episodi di tensione e aggressività all’interno della struttura.

Secondo quanto dichiarato, gli operatori sanitari si troverebbero spesso a lavorare in condizioni estremamente difficili, dovendo gestire contemporaneamente sovraffollamento, lunghe attese e momenti di forte tensione emotiva.

Ramazzina ha distinto le proteste dei familiari esasperati dalle situazioni più gravi legate a persone aggressive che arriverebbero a creare caos e paura all’interno del reparto.

“Serve più fermezza”

Uno dei messaggi più forti emersi durante l’intervento riguarda la necessità di un approccio più deciso nei confronti di chi crea problemi sul territorio.

Secondo Ramazzina, chi delinque avrebbe ormai la percezione di restare impunito e questo contribuirebbe ad alimentare ulteriormente certe situazioni.

Nel corso della diretta ha sostenuto che servirebbero più deterrenza, più presenza delle forze dell’ordine e maggiore fermezza negli interventi per ristabilire un clima di sicurezza e rispetto.

Il nodo dell’educazione

Durante il dibattito Jonathan Scaglione del SIULP ha collegato il problema anche alla mancanza di educazione e rispetto trasmessi ai giovani.

Secondo quanto emerso nel confronto, il tema della sicurezza non potrebbe essere affrontato esclusivamente dal punto di vista repressivo ma richiederebbe anche un forte lavoro educativo e sociale.

Gli ospiti hanno parlato della necessità di coinvolgere famiglie, scuola e istituzioni in un percorso più ampio di prevenzione.

L’estate osservata speciale

Nella parte finale della trasmissione tutti gli ospiti hanno espresso attenzione e preoccupazione per l’arrivo della stagione estiva.

L’aumento delle persone presenti in città, delle serate e degli eventi potrebbe infatti comportare anche una crescita delle situazioni critiche legate alla movida e alle aggressioni.

Nonostante le difficoltà, sanitari e forze dell’ordine hanno assicurato il massimo impegno per garantire presenza operativa e sicurezza sul territorio triestino.

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