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Cronaca

La più grande ciclostaffetta di sempre fa tappa a Trieste: viaggio globale verso la COP31

redazione·
La più grande ciclostaffetta di sempre fa tappa a Trieste: viaggio globale verso la COP31

Una staffetta partita dall’Amazzonia e diretta in Turchia attraverserà anche Trieste. La COP31 Bike Ride, definita dagli organizzatori la più grande ciclostaffetta mai realizzata, arriverà in Friuli Venezia Giulia il 3 settembre e farà tappa nel capoluogo regionale sabato 5 settembre, prima di ripartire il giorno successivo lungo la ciclabile Cottur in direzione della Slovenia.

Il viaggio è iniziato da Belém, in Brasile, sede della COP30, e punta ad arrivare ad Antalya, in Turchia, dove il 9 novembre è prevista l’inaugurazione della COP31, la 31ª Conferenza delle Nazioni Unite sul clima.

Obiettivo della staffetta è consegnare alla conferenza internazionale dieci proposte di politiche ciclistiche da integrare nei piani climatici dei Paesi partecipanti.

Più di 40 ciclisti attraversano il Nord Italia

Sono oltre 40 i partecipanti che stanno attraversando il Nord Italia e che nei prossimi giorni raggiungeranno il Friuli Venezia Giulia.

Tra loro ci sono anche ciclisti provenienti da Portogallo, Francia e Inghilterra, alcuni dei quali stanno affrontando l’intero percorso previsto dai rami europei della ciclostaffetta.

Chiunque potrà comunque unirsi al gruppo anche soltanto per pochi chilometri.

La COP31 Bike Ride, infatti, non è pensata come una manifestazione riservata agli sportivi, ma come un percorso collettivo aperto a cittadini, associazioni e comunità locali.

Cinque Comuni del Friuli Venezia Giulia hanno già aderito

La staffetta porta con sé anche una lettera di impegni destinata ai sindaci dei territori attraversati.

In Friuli Venezia Giulia hanno già aderito i Comuni di Udine, Staranzano, Turriaco, Duino Aurisina e Bertiolo.

Il documento sarà progressivamente arricchito lungo il percorso e, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, verrà consegnato a Murat Kurum, presidente della COP31.

L’obiettivo è trasformare le singole iniziative locali in un messaggio comune da portare direttamente all’appuntamento internazionale sul clima.

Zadnich: «La bicicletta è uno strumento di giustizia ambientale e sociale»

A spiegare il significato dell’iniziativa è Federico Zadnich, componente del Direttivo di FIAB Trieste Ulisse, già coordinatore regionale FIAB e referente delle tappe in Friuli Venezia Giulia.

«La COP31 Bike Ride nasce per diffondere un messaggio chiaro: la bicicletta è un potente strumento di giustizia ambientale e sociale, oltre che una soluzione efficace e inclusiva per una mobilità che non lascia indietro nessuno», afferma.

«Promuovere la ciclabilità significa abbattere le emissioni, rendere le città più vivibili e restituire benessere e socialità alle persone».

Il 3 settembre l’ingresso in Friuli Venezia Giulia

La prima giornata regionale sarà giovedì 3 settembre, con partenza da Caorle alle 8 da piazza Vescovado.

Il gruppo percorrerà la Ciclovia Adriatica fino a Latisana, entrando così in Friuli Venezia Giulia.

Da qui i partecipanti, accompagnati dai soci di FIAB Medio Friuli, proseguiranno lungo la ciclovia del Tagliamento e attraverseranno le aree di risorgiva dello Stella.

Tra le 12 e le 13.30 è prevista la pausa pranzo a Latisana.

Tappa a Pozzecco e arrivo al Centro Balducci

Alle 17.30 la staffetta farà tappa al bar e negozio di comunità della cooperativa Pan dal DES a Pozzecco.

L’incontro sarà dedicato a un’esperienza che mette insieme cibo, territorio, comunità, giustizia sociale e ambientale.

In serata i partecipanti saranno ospitati dal Centro Balducci di Zugliano, realtà che dal 1989 svolge attività di accoglienza nei confronti di migranti, profughi e rifugiati politici e promuove incontri dedicati all’inclusione sociale, alla reciprocità e ai diritti umani.

Il 4 settembre incontro nel centro di Udine

La seconda giornata regionale inizierà a Udine.

Alle 10.30, nella Libreria Feltrinelli di via Canciani 15, si terrà l’incontro “Liberare spazio, rigenerare il futuro: la Udine che cambia”.

Parteciperanno l’assessore Ivano Marchiol e il vicepresidente di FIAB Udine Rolando Messetti.

Il confronto sarà dedicato ai progetti di depaving urbano, alla mobilità attiva, al Bike to Work e al Bike to School e, più in generale, alla possibilità di trasformare le strade in spazi di comunità, sicurezza e salute.

Da Udine a Palmanova e Aquileia

La ripartenza da Udine è prevista alle 12.30.

Il gruppo percorrerà quindi la ciclabile Alpe Adria attraversando Palmanova e Aquileia.

La pausa pranzo è prevista tra le 14 e le 15 a Palmanova.

La destinazione della giornata sarà Staranzano, dove l’arrivo è programmato per le 17.30 in via De Amicis 12.

Ad accogliere i ciclisti saranno il sindaco Fragiacomo e l’assessora all’Ambiente e al Turismo Russi.

A Staranzano il confronto sul cambiamento climatico

Alle 19, sempre in via De Amicis 12, sul palco dell’area parrocchiale, si terrà il talk “Staranzano contro il climate change: idee, azioni e buone pratiche per contrastare i cambiamenti climatici, rigenerare gli spazi urbani e rimettere le persone al centro”.

Interverranno Cosimo Solidoro, direttore della Sezione di Oceanografia di OGS, e Fabio Gon, urbanista ed esperto in ciclabilità.

L’iniziativa è organizzata con la collaborazione di Legambiente, Benkadì e FIAB Bisiachinbici.

Sabato 5 settembre la staffetta arriva a Trieste

La giornata più direttamente legata al capoluogo regionale sarà quella di sabato 5 settembre, quando la COP31 Bike Ride percorrerà la tappa Staranzano-Trieste.

L’appuntamento pubblico principale è fissato alle 18 in Campo San Giacomo.

Qui si svolgerà il dibattito “Democrazia dello spazio pubblico: rimettiamo le persone al centro”.

Interverranno Luca Tornatore, ricercatore sui temi climatici, e Ileana Toscano, urbanista sociale.

Il tema sarà quello dell’utilizzo degli spazi urbani e del rapporto tra mobilità, persone, vivibilità e trasformazione delle città.

Domenica 6 settembre partenza da Campo San Giacomo

Il giorno successivo scatterà l’ultima tappa italiana.

Il ritrovo è previsto alle 8.30 in Campo San Giacomo.

Da Trieste il gruppo imboccherà la ciclabile Cottur e procederà verso il confine sloveno.

Alle 11 al valico di Draga Sant’Elia è previsto il passaggio ufficiale del testimone ai coordinatori sloveni, che guideranno le tappe successive.

Sarà anche il momento della foto simbolica dell’ingresso della staffetta in Slovenia.

Dopo Trieste, Postumia, Lubiana e i Balcani

Una volta superato il confine, la ciclostaffetta raggiungerà Postumia, dove è previsto il pernottamento.

Il giorno successivo toccherà Lubiana e proseguirà successivamente lungo i Balcani.

Il percorso indicato dagli organizzatori toccherà anche Zagabria, Bucarest e Istanbul, fino all’arrivo finale ad Antalya.

La data cerchiata in rosso è il 9 novembre, giorno dell’inaugurazione della COP31.

«Non serve essere ciclisti esperti»

Uno degli inviti principali degli organizzatori riguarda proprio la partecipazione popolare.

«Per partecipare non serve essere ciclisti esperti», sottolinea Zadnich.

È possibile accompagnare il gruppo anche soltanto per una parte del percorso, partecipare agli incontri o semplicemente condividere le iniziative organizzate nelle diverse città.

«L’obiettivo è accompagnare la staffetta anche solo per un tratto, condividere le iniziative, pedalare insieme e dimostrare che un altro modo di muoversi è già possibile, oltre che necessario e desiderabile».

Da Trieste un messaggio diretto alla COP31

La tappa triestina assume quindi un duplice valore.

Da una parte rappresenterà l’ultima grande sosta italiana prima dell’ingresso in Slovenia. Dall’altra porterà nel cuore di San Giacomo un confronto internazionale su spazio pubblico, mobilità e crisi climatica.

«La crisi climatica è globale, ma le soluzioni passano anche dalle nostre strade, dalle nostre comunità e dalle scelte di chi ci amministra», conclude Zadnich.

Dal Brasile alla Turchia, passando per il Friuli Venezia Giulia e per Trieste: per due giorni la città entrerà così direttamente nel lungo viaggio su due ruote che punta a portare la voce delle comunità locali fino al tavolo della prossima Conferenza ONU sul clima.

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