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Cronaca

Trieste Estate, Binetti e Giudici: “Gli eventi vanno programmati con mesi e anni di anticipo” (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste Estate, Binetti e Giudici: “Gli eventi vanno programmati con mesi e anni di anticipo” (VIDEO)

Trieste non sembra avere un problema di quantità degli eventi. La nuova sfida è programmarli, coordinarli e promuoverli con maggiore anticipo.

È uno dei temi centrali emersi nel confronto tra Andrea Binetti e Maurizio Giudici durante la diretta di Trieste Cafe alla Sagra de la Sardela.

Una città che produce moltissimo

Binetti ha ricordato la straordinaria quantità di appuntamenti organizzati in città durante l’estate, parlando di oltre 400 spettacoli tra teatri, piazze e giardini.

Secondo il tenore, il problema non è quindi la mancanza di iniziative.

«Abbiamo capito che per produrre si produce. La produzione c’è, ma bisogna programmare, coordinare e promuovere».

Tre parole che diventano il punto centrale della riflessione.

“Non si può sempre vivere in emergenza”

Binetti ha descritto la fatica legata a produzioni organizzate con tempi molto stretti.

«Non si può sempre vivere in emergenza», ha affermato.

Il suo obiettivo sarebbe arrivare a presentare già nel mese di dicembre il programma dell’estate successiva, almeno per quanto riguarda il festival dell’operetta.

«Dovunque tu vai nel mondo, almeno sei mesi prima si presenta un festival serio. Non può essere il mese prima per il mese dopo».

Lavorare tardi significa non soltanto aumentare la pressione su chi organizza, ma anche ridurre drasticamente le possibilità di promozione fuori regione.

La programmazione turistica richiede ancora più anticipo

Giudici ha condiviso completamente il principio, allargando però ulteriormente l’orizzonte.

«Tu dicevi sei mesi. In chiave turistica sono due anni».

Da qui la frase che fotografa la dimensione della sfida: «Oggi dobbiamo parlare del 2028 per avere un effetto».

Secondo il presidente di Federalberghi, la programmazione è fondamentale non soltanto per attirare visitatori, ma anche per la gestione dei flussi, la vivibilità cittadina e le esigenze delle imprese.

Uno studio sul turismo affidato all’Università

Giudici ha inoltre spiegato che all’Università degli Studi di Trieste è stato affidato uno studio sull’impatto sociologico ed economico, diretto e indiretto, del turismo.

L’obiettivo è disporre di una base sulla quale costruire una crescita «tracciabile, sostenibile, raggiungibile» e soprattutto realizzare «un vestito su misura per la città».

Gli spazi entrano nella strategia

La pianificazione non riguarda soltanto alberghi e grandi eventi.

Nel confronto sono entrati anche gli spazi per la socialità, tema sollevato sia da Matteo Lo Piccolo sia da John DJ.

Secondo Giudici, la questione è già stata attenzionata all’interno della regia turistica perché riguarda direttamente la vivibilità di Trieste.

La trasformazione della vita notturna, con la progressiva riduzione delle discoteche e lo spostamento del ballo nei bar, ha prodotto nuove esigenze che ora richiedono risposte urbanistiche e organizzative.

Dalla quantità alla qualità

Trieste sembra dunque essere entrata in una nuova fase.

Gli eventi ci sono. Il pubblico c’è. I turisti sono aumentati.

La domanda ora è come organizzare tutto questo in modo più efficace.

Il salto di qualità potrebbe arrivare proprio dalla capacità di trasformare una lunga successione di appuntamenti in una programmazione strutturata, conosciuta con largo anticipo e capace di diventare uno strumento di promozione della città durante tutto l’anno.

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