Il Parco di Miramare si è presentato al Planetario delle Terme di Diocleziano a Roma
Il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare apre il primo incontro del 2020 al Planetario di Roma per il ciclo di conferenze sul Sistema museale nazionale organizzato alla Direzione Generale Musei del Mibact. Oltre a Miramare, presentato dal direttore Andreina Contessa, sono intervenuti Maria Cristina Misiti, direttore dell'istituto Centrale per la Grafica e il Museo della Liberazione con il presidente Antonio Parisella. Gli interventi sono stati introdotti e coordinati dal direttore generale Musei Antonio Lampis che ha rimarcato il ruolo dei direttori dei musei nazionali dotati di autonomia nei successi dei musei italiani, caso unico in Europa di costante crescita e apprezzamento da parte del pubblico. In particolare, il direttore Lampis si è soffermato sul Museo e Parco del Castello di Miramare che, sotto la direzione di Contessa, ha visto "un'impennata impressionante di visitatori e di incassi e un grande restyling. Importanti certamente i numeri in crescita, ma - ha sottolineato Lampis - molto più importante sono le effettive esperienze di conoscenza", che a Miramare sono possibili.
Dopo questa introduzione, il direttore Contessa ha presentato al pubblico nella Sala Ottagona del Planetario (un luogo esclusivo che viene aperto al pubblico solo in poche occasioni) il “lontanissimo” castello di Miramare, il suo rigoglioso parco ricco di pregiate specie botaniche, l’operazione di rilancio del sito, le attività di studio e di ricerca finalizzate a un ripensamento complessivo della narrazione museale e degli obiettivi del museo, nell'ottica di un miglioramento delle condizioni di conservazione e tutela.
La traccia storica seguita dal direttore nel narrare Miramare è stata supportata visivamente dall’esposizione di tre oggetti-simbolo provenienti dal castello e che rimarranno in esposizione per i prossimi due mesi a Roma. Si tratta di una scultura di Massimiliano imperatore del Messico, a rappresentare la ritrattistica celebrativa molto importante nella collezione del museo, del “Galata morente”, copia di dimensione ridotte in bronzo della celebre scultura greco-romana, e di un orologio in bronzo dorato in forma di elefante con baldacchino.
Il direttore Contessa ha infine accennato ai progetti più importanti compiuti nel corso degli ultimi due anni sostenuti da “valori guida” come la sicurezza, l’accessibilità, l’ampia fruizione, introducendo le prossime mostre (in marzo Dudovich e la fotografia e in giugno la mostra che aprirà il percorso culturale di Esof dedicata alle spedizioni scientifiche) e iniziative che parlano del futuro di un luogo dinamico, aperto e sostenibile come Miramare. Una importante vetrina per il compendio storico e culturale che ha suscitato interesse tra i partecipanti, molti dei quali hanno già programmato una vacanza a Trieste.
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