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Segnalazioni

Vaiolo delle scimmie, analisi del prof.Zorzut: non predisposto a frequenti mutazioni e capacità di contagio molto bassa

Luca Marsi·
Pubblichiamo da dott Fulvio ZORZUT già Direttore S.C. Igiene e Sanità Pubblica Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Ordine dei Medici di Trieste n 2415
 
Il vaiolo delle scimmie è una rara malattia virale che si trova per lo più nei paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale. Viene chiamata vaiolo delle scimmie perché fu scoperta nelle scimmie da laboratorio nel 1958. In seguito, gli studi hanno riscontrato evidenze virologiche d’infezione in scoiattoli, in ratti, topi e conigli, che si ritiene svolgano un ruolo importante come ospiti naturali della malattia.
 
Attualmente, sono stati segnalati alcune centinaia di casi in Portogallo, Spagna, UK, Italia, Belgio, Australia ed altre nazioni. In Italia sono segnalati 6 casi ed uno nella nostra regione, a Gorizia. Molti casi presentano il dato anamnestico di un viaggio alle Canarie. Ai primi di giugno del 2003, erano già stati diagnosticati diversi casi di vaiolo delle scimmie in persone residenti negli Stati Uniti che si erano ammalate dopo essere state a contatto con i cani delle praterie (Prairie dog).
 
Era la prima volta che si riscontravano evidenze d’infezione da virus del vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti e avevano riguardato solo contatti con animali malati e non si era verificata una catena di trasmissione umana. Quella attuale è la seconda volta in cui si manifestano casi di Monkeypox nell’emisfero nord del pianeta. Gli uomini possono contrarre il vaiolo delle scimmie attraverso un morso
 
o il contatto diretto con sangue, liquidi organici o lesioni di un animale infetto. Devono essere aumentati i controlli sull’importazione e il commercio di roditori africani e nord americani. Il contagio può essere anche interumano, per via orale, inalatoria o tramite un contatto ravvicinato e prolungato. I liquidi organici di una persona infetta sono a rischio, infatti i rapporti sessuali, omo o etero, possono essere una modalità di contagio unitamente agli oggetti contaminati, come la biancheria.
 
Non avviene la trasmissione per via aerea, come invece accade con il Covid.
Inoltre è un virus a DNA quindi molto stabile e non predisposto a frequenti mutazioni. Ha una capacità di contagio molto bassa con RT=1 (ad esempio il Morbillo ha un Rt= 15 e il Covid Rt= 4). I sintomi sono caratterizzati, circa 12 giorni dopo l’esposizione, da febbre, mal di testa, dolori muscolari, linfonodi gonfi, malessere generale, quindi compare una eruzione cutanea vescicolare.
 
La malattia generalmente dura da due a quattro settimane e quindi si risolve. È possibile che le persone infra quarantenni che non sono state vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) siano a maggior rischio di infezione con il Monkeypox.
 
Non esiste un trattamento specifico per il vaiolo delle scimmie. Si stanno anche valutando farmaci antivirali, come il cidofovir.

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