Evasione fiscale, affondo di un triestino: «Che cosa deve fare popolo italiano per smuovere situazione?»

Il dibattito sul debito pubblico italiano non può, secondo Sergio Lorenzutti, prescindere da quello sull'evasione fiscale. In un nuovo intervento, Lorenzutti mette al centro quella che considera una contraddizione: da una parte l'allarme per l'aumento del debito dello Stato e il peso di tasse e accise, dall'altra una lotta all'evasione che, a suo giudizio, non avrebbe prodotto i risultati attesi.
«Siamo alle solite: pianti e strappi dei capelli per il debito statale che aumenta sempre più, ma mai una parola sulle evasioni fiscali che ammontano ad oltre 100 miliardi di euro», afferma Lorenzutti.
Le cifre e le valutazioni riportate rappresentano la posizione espressa da Lorenzutti.
Il richiamo alle parole attribuite a Meloni
Nel suo intervento Lorenzutti richiama anche una dichiarazione che ricorda come pronunciata da Giorgia Meloni dopo l'insediamento alla guida del Governo.
«Se ricordo bene, la Meloni appena eletta Presidente del Governo disse pubblicamente su questo argomento: “Conosciamo almeno il 60% di questi evasori e sarà compito nostro metterli in riga”. O qualcosa di simile».
Lo stesso Lorenzutti, dunque, precisa di riportare la frase a memoria e non come citazione testuale verificata. Da quel ricordo parte però la sua critica politica: a suo giudizio, a distanza di quattro anni non sarebbero arrivati risultati sufficientemente visibili sul fronte del recupero dell'evasione.
«Quei miliardi non sono entrati nelle casse dello Stato»
Lorenzutti concentra quindi l'attenzione sulle risorse che, nella sua ricostruzione, avrebbero potuto contribuire a ridurre il peso del debito pubblico.
«Questi fantomatici 60 miliardi non son mai entrati nelle casse statali a coprire il debito nazionale o almeno buona parte di esso», sostiene.
Secondo Lorenzutti, inoltre, l'evasione fiscale non sarebbe diminuita nella misura auspicata e potrebbe essere, nella sua valutazione, persino «leggermente aumentata».
Tasse, accise, salari e pensioni: la domanda di Lorenzutti
Il ragionamento si sposta infine sulle conseguenze che Lorenzutti individua per cittadini, lavoratori e pensionati.
La sua critica riguarda il ricorso a tasse e accise in un momento nel quale, sostiene, salari e pensioni rischiano di perdere sempre più forza economica.
Da qui la domanda con cui chiude il suo intervento: «Cosa deve fare il popolo italiano per smuovere questa situazione mentre veniamo tartassati ulteriormente con accise e tasse varie combinate a salari e pensioni che tendono pericolosamente a diventare salari e pensioni di fame?».
Un interrogativo con il quale Lorenzutti chiede di riportare la lotta all'evasione fiscale al centro del confronto sul debito e sulla pressione fiscale, contrapponendo alla richiesta di ulteriori sacrifici ai contribuenti il tema delle somme che, secondo la sua posizione, continuerebbero a sfuggire al fisco.
Articoli correlati
SegnalazioniTrieste, chi ha perso il suo “brum brum”? Una piccola fuoristrada aspetta il proprietario
Un parcheggio decisamente particolare questa mattina a Trieste. Niente SUV, utilitarie o motorini: all’ingresso principale del comprensorio ATER di via d’Alviano, davanti ai Vigili del Fuoco, qualcuno ha lasciato una minuscola fuoristrada r
SegnalazioniMuseo della Civiltà Istriana, un triestino solleva il caso: «Ma quando mai si può parlare di civiltà?»
Una contestazione che parte da una parola, “civiltà” , e arriva fino al progetto di un nuovo spazio museale al Magazzino 26 . È la riflessione inviata da Sergio Lorenzutti , cittadino triestino, che mette in discussione l'utilizzo dell'espr
SegnalazioniNucleare, la protesta di un cittadino triestino: «Dopo due referendum ci risiamo, e le rinnovabili?»
Una riflessione fortemente critica sul possibile ritorno dell'Italia al nucleare , accompagnata da una lunga serie di interrogativi sulle politiche energetiche portate avanti negli ultimi decenni. Arriva da Sergio Lorenzutti, cittadino trie
SegnalazioniTrieste, nuovo affondo di Lorenzutti sul Porto Vecchio: «Perché nessuno ha considerato questa sentenza?»
Una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea , il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana e una domanda rivolta indirettamente alle istituzioni: quali conseguenze avrebbe questa decisione sul percorso intrapreso

