mercoledì 14 ottobre 2026
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Segnalazioni

Ue, stop ai fondi per i paesi che adottano zone "Lgbt free"

Luca Marsi·
Stop ai fondi europei per i paesi che adotteranno la linea “Lgbt free”. Una tra tutte, la Polonia dove è stato rieletto il presidente Andrzej Duda, recentemente sotto i riflettori per il suo impegno ad opporsi ai matrimoni e alle adozioni gay. Non solo, la campagna elettorale di Duda sottolineava il divieto di “propagazione dell’ideologia gender - soprannominato ideologia del diavolo - nei luoghi pubblici”. Oltre alla Polonia, classificata dal "Rainbow Europe" come il paese più pericoloso per le persone lgbt+, dai fondi europei potrebbero essere escluse anche la Russia e l'Ungheria dove la propaganda omosessuale è vietata. Non è dunque bastato il richiamo di infrazione avviato dalla Commissione europea nei confronti di questi paesi lo scorso luglio, ora Polonia ed Ungheria rischiano dunque di un essere escluse dai fondi comunitari per un valore di milioni di euro. "I luoghi Lgbt free sono contrari all’articolo 2 del trattato dell’Ue fondato sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”, si legge nella lettera inviata da Bruxelles.

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