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Politica

Sicurezza a Trieste, Cecco-Salucci: «Più presidi sul territorio» – «La repressione da sola non basta» (VIDEO)

Luca Marsi·
Sicurezza a Trieste, Cecco-Salucci: «Più presidi sul territorio» – «La repressione da sola non basta» (VIDEO)

Sicurezza, futuro della città, giovani, turismo, industria e il dopo Dipiazza. Giorgio Cecco, consigliere della Quinta Circoscrizione di Idea Giuliana, e Paolo Salucci, coordinatore provinciale di Italia Viva, si sono confrontati in diretta, intervistati da Luca Marsi, mettendo sul tavolo due letture differenti della Trieste di oggi e soprattutto di quella dei prossimi anni.

Un vero botta e risposta che si è acceso fin dal primo argomento: la sicurezza.

Sicurezza, Cecco: «Servono norme diverse». Salucci: «Non dobbiamo avere paura della parola repressione»

Il confronto è partito dai dati sulla criminalità e dalla domanda che nelle ultime ore è tornata al centro del dibattito cittadino: Trieste è realmente diventata meno sicura oppure si sta alimentando un allarmismo eccessivo?

Cecco non ha nascosto l'esistenza del problema, sottolineando però il lavoro svolto dalle forze dell'ordine e l'incremento dei controlli sul territorio.

«C'è la necessità di avere continuamente dei presidi sul territorio, soprattutto in alcune zone particolarmente a rischio», ha spiegato, citando Piazza Perugino, Piazza Garibaldi, Campo San Giacomo e Barriera.

Il problema, secondo l'esponente di Idea Giuliana, riguarda anche ciò che accade successivamente all'intervento delle forze dell'ordine. «Alla fine viene trovato il colpevole, chi ha creato l'atto di violenza, e poi lo ritroviamo il giorno dopo libero in strada».

Da qui la richiesta: «C'è la necessità di avere delle procedure, delle norme diverse da quelle che ci sono adesso».

Salucci ha scelto un'espressione altrettanto netta: «Non dobbiamo aver paura della parola repressione».

Per il coordinatore provinciale di Italia Viva bisogna reprimere i reati che incidono sulla sicurezza quotidiana, ma questo non può essere sufficiente. «Le forze dell'ordine stanno facendo un ottimo lavoro, però non bastano».

La proposta è quella di una cabina di regia comunale capace di mettere insieme istituzioni, forze dell'ordine, scuole, servizi per il lavoro e terzo settore, affrontando contemporaneamente anche accoglienza, integrazione e violenza giovanile.

Cecco: «A Trieste si denuncia». Salucci: «Anche il piccolo reato cambia la vita delle persone»

Cecco ha invitato anche a leggere con prudenza le classifiche sulla criminalità.

«La nostra è una città che normalmente denuncia», ha osservato, sostenendo che i triestini siano abituati a segnalare anche episodi di minore entità. Un comportamento che, secondo Cecco, può incidere sui numeri complessivi delle denunce.

L'esponente di Idea Giuliana ha affrontato inoltre il tema dell'immigrazione, chiedendo una forte politica di integrazione ma una risposta altrettanto decisa nei confronti di chi commette reati.

Salucci ha replicato ricordando che anche un episodio apparentemente piccolo può incidere profondamente sulla percezione della sicurezza di un cittadino.

Il confronto, quindi, ha mostrato un primo punto comune: la sicurezza non può essere affrontata attraverso un'unica soluzione, anche se le ricette proposte dai due esponenti politici presentano differenze importanti.

Dipiazza divide Cecco e Salucci

Il secondo grande terreno di confronto è stato il futuro politico della città e il giudizio sull'amministrazione guidata da Roberto Dipiazza.

Salucci ha espresso una valutazione critica soprattutto sull'ultima fase.

«La cosa che mi ha stupito di più è il fatto che ultimamente sembra aver perso il contatto proprio con il triestino», ha affermato, indicando tra i temi di maggiore distanza l'ovovia e il Porto Vecchio.

Cecco ha invece difeso il percorso amministrativo del sindaco.

«Il fatto che sia stato sindaco per tanti mandati evidenzia che la popolazione ha apprezzato il lavoro che ha fatto», ha sottolineato. Secondo Cecco, questo significa che «tanto di buono è stato fatto in questi anni dall'amministrazione Dipiazza».

Per il futuro, Idea Giuliana guarda quindi a un percorso di continuità, accompagnato dai necessari miglioramenti, mentre Salucci ritiene necessario aprire una fase differente.

Salucci: «Trieste è una città senza identità»

È stato proprio il futuro della città ad accendere uno dei passaggi più forti del confronto.

«Il problema principale di Trieste sarà quello di darsi un'identità», ha affermato Salucci. «Trieste è una città senza identità».

Secondo il coordinatore provinciale di Italia Viva, la città aveva una forte identità commerciale nel cuore dell'Europa che nel tempo si sarebbe progressivamente indebolita. Scienza, sport, cultura, arte e cinema possono contribuire alla costruzione di una nuova vocazione, ma per Salucci il percorso è ancora lungo.

Il nodo più delicato riguarda i giovani.

«I nostri figli stanno scappando e vanno in tutto il mondo», ha affermato Salucci, sostenendo che molti ragazzi non vedrebbero più Trieste come il luogo nel quale costruire il proprio futuro.

Cecco replica: «Le opportunità sono presenti e sono evidenti»

Su questo punto Cecco ha proposto una lettura differente.

L'esponente di Idea Giuliana ha raccontato anche la propria esperienza familiare, ricordando figli che hanno trascorso periodi all'estero ma sono successivamente tornati trovando opportunità lavorative.

Secondo Cecco, la mobilità internazionale dei giovani non rappresenta esclusivamente un fenomeno triestino, ma una caratteristica di un mondo sempre più globalizzato.

La sfida è rendere Trieste sufficientemente attrattiva per consentire ai ragazzi di tornare o scegliere di rimanere.

«Credo che i nostri giovani abbiano la possibilità, sta a noi lavorare per dar loro questa opportunità. Credo che le opportunità siano presenti e sono evidenti», ha sottolineato.

Porto, turismo e industria: quale economia per la Trieste del futuro?

Cecco individua nella portualità e nel turismo due grandi volani di sviluppo, ai quali deve però essere affiancata una componente industriale.

La crisi di diverse realtà produttive rende, secondo l'esponente di Idea Giuliana, ancora più importante mantenere in città un comparto industriale capace di generare occupazione qualificata e attrarre investimenti.

L'obiettivo indicato è un «mix economico e occupazionale» composto da porto, turismo e industria ad alto valore aggiunto, senza dimenticare la sostenibilità ambientale.

Salucci ha invece invitato a non considerare automaticamente la crescita turistica come un successo.

Turismo, Salucci: «Non basta portare sempre più persone»

Per il coordinatore provinciale di Italia Viva, il turismo deve essere governato tenendo conto delle conseguenze sulla vita quotidiana dei residenti.

Tra gli esempi portati durante il confronto ci sono gli affitti brevi, che possono rappresentare una fonte di reddito ma contemporaneamente contribuire, secondo Salucci, all'aumento dei prezzi delle abitazioni.

«Il turismo non è una cosa semplicemente: si fanno dei volantini, si fa pubblicità in tutta Italia e in tutto il mondo e vengono sempre di più», ha osservato.

La crescita dei visitatori, nella sua visione, deve essere accompagnata da una strategia capace di aumentare le ricadute economiche senza compromettere la qualità della vita dei triestini.

Cecco: «Trieste deve puntare su un turismo di qualità»

Anche Cecco ha riconosciuto la necessità di governare il fenomeno.

«Non abbiamo le caratteristiche di proporre un turismo di massa, ma un turismo di qualità, un turismo di nicchia», ha spiegato.

Per Idea Giuliana il turismo può quindi rappresentare uno dei pilastri dello sviluppo futuro, purché inserito in una strategia più ampia insieme a porto e industria.

Ed è proprio sulla capacità di costruire questo equilibrio che, secondo Cecco, si giocherà una parte importante della possibilità di trattenere i giovani e creare nuove opportunità occupazionali.

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