Ue: Meloni, continueremo a collaborare con von der Leyen

"Io parlo sempre con la presidente della Commissione, e' mio dovere farlo e abbiamo imparato a rispettarci a vicenda. Abbiamo collaborato fino ad ora e continueremo a farlo anche in futuro. Siamo persone che hanno delle responsabilita' e ne comprendono il peso. L'Italia dipende da scelte europee, ma anche l'Europa dipende dall'Italia perche' noi non siamo una provincia dell'impero. Siamo uno dei Paesi fondatori, la seconda industria manufatturiera, la terza economia e abbiamo anche il governo piu' stabile tra le grandi nazioni d'Europa. Tutti riconoscono il peso e il ruolo dell'Italia e sono certa che queste saranno le valutazioni che si faranno quando si definiranno le deleghe". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Giorgia Meloni, dopo il voto contrario del suo partito a Ursula von der Leyen. "Io ho detto che il mio partito non avrebbe fatto una maggioranza con la sinistra di ogni colore e non l'ho fatta. Ma questo non ha nulla a che fare con il ruolo dell'Italia, che non e' dato dalle scelte dei partiti della maggioranza in Parlamento, ma dal suo peso all'interno dell'Unione europea e dalla credibilita' del suo governo. Dopodiche' mi pare che in pochi conoscano le dinamiche europee, dove le maggioranze alla prova dei fatti cambiano da dossier a dossier e i partiti della maggioranza italiana, dato il loro peso, possono ampiamente fare la differenza", spiega il presidente del Consiglio. Franchi tiratori in Fdi? "Lo escludono i numeri. Rispetto alla maggioranza che von der Leyen aveva sulla carta ci sono oltre 50 voti in meno. Se l'avessimo votata noi, mancherebbero circa 80 voti. Significa che la von der Leyen in realta' non ha una maggioranza? Interessante...". L'Italia potra' essere penalizzata? "Io penso che questa lettura sia surreale. Cioe', si sostiene che Ursula von der Leyen non riconosca ai Paesi membri il ruolo che il loro peso determina, ma decida in base al fatto che i partiti di governo l'abbiano votata o meno? Penso che la decisione ora spetti alla presidente della Commissione, con la quale abbiamo gia' dimostrato di saper collaborare lealmente. Anche nei passati due anni noi non facevamo parte della sua maggioranza, ma questo non le ha impedito di ascoltarci quando le nostre tesi erano sensate e utili. E non ha impedito a noi di aiutare la Commissione quando ritenevamo che fosse nell'interesse italiano ed europeo. Non ho ragione di credere che non sara cosi' anche nel futuro", conclude. (AGI)red/Gil
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