Ucraina: Zelensky firma legge media, timori per libertà di stampa
- Il 29 dicembre il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato un disegno di legge che amplia il potere normativo del governo sui mezzi di informazione: per Kiev, la legge punta ad allineare la legislazione ucraina al diritto dell'Ue e a combattere la propaganda russa, ma il ddl e' stato criticato dalle organizzazioni giornalistiche che avvertono che potrebbe erodere la liberta' di stampa. La riforma dei media e' una delle condizioni poste dall'Ue per l'avvio dei negoziati sull'adesione dell'Ucraina. La legge amplia notevolmente i poteri dell'authority sui media online e cartacei. In risposta alle critiche che da mesi piovevano sul ddl, approvato a inizio dicembre dal Parlamento ucraino, nei mesi scorsi alcune delle disposizioni sono state emendate; ma vari organizzazioni giornalistiche, tanto nazionali che internazionali, rimangono preoccupate e sostengono che le disposizioni vanno ben oltre quanto richiesto dall'Ue, accusando il governo di utilizzare il pretesto per accentuare la morsa sulla stampa. La Federazione europea dei giornalisti, il cui segretario generale ha definito la precedente bozza di legge "degna dei peggiori regimi autoritari", ha detto ieri che la legislazione rimane in contraddizione con gli standard europei sulla liberta' di stampa per il fatto che non puo' essere garantita l'indipendenza dell'autorita' di regolamentazione statale dei media, i cui membri sono nominati dal presidente e dal Parlamento. Il Comitato per la protezione dei giornalisti, un gruppo senza scopo di lucro che sostiene la liberta' di stampa nel mondo, ha aggiunto che la legge rafforza "il controllo del governo sulle informazioni in un momento in cui i cittadini ne hanno piu' bisogno". A settembre l'Unione nazionale dei giornalisti ucraini aveva denunciato che la legge era "la piu' grave minaccia alla liberta' di parola nella storia indipendente (dell'Ucraina)"; e che l'adozione della legge poteva "gettare un'ombra di dittatore" su Zelensky; il sindacato ha anche contestato il fatto che quando il progetto di legge e' stato emendato, le riunioni delle commissioni parlamentari si sono svolte a porte chiuse e senza trasparenza. (AGI)Bia
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