Trieste, allarme truffe su WhatsApp: «Messaggi con account compromessi, attenzione a soldi e link»

Messaggi che sembrano provenire da amici o conoscenti, richieste improvvise di denaro per presunte emergenze e link dietro ai quali potrebbero nascondersi tentativi di phishing e furto di dati. È la segnalazione arrivata alla redazione di Trieste Cafe da Fabrizio Rossetti, cittadino triestino che invita a prestare particolare attenzione alle comunicazioni ricevute tramite WhatsApp.
Secondo quanto riferito dal lettore, il fenomeno starebbe interessando diversi utenti e avrebbe una caratteristica capace di rendere l'inganno particolarmente insidioso: i messaggi apparirebbero provenire da contatti conosciuti, i cui account sarebbero stati compromessi.
«Un fenomeno sempre più frequente»
«Desidero segnalarvi un fenomeno sfortunatamente sempre più frequente che sta colpendo molti utenti in questo periodo», scrive Rossetti alla redazione.
Il cittadino parla della «diffusione su WhatsApp di messaggi ingannevoli inviati apparentemente da numeri di amici o conoscenti i cui account sono stati compromessi».
Una dinamica che potrebbe abbassare la soglia di attenzione di chi riceve il messaggio: vedere sullo schermo un contatto conosciuto può infatti indurre a considerare attendibile la richiesta.
Richieste di denaro e link sospetti
Rossetti descrive due tipologie di messaggi segnalati.
«In questi messaggi vengono richieste somme di denaro per fantomatiche emergenze oppure vengono forniti link che conducono a tentativi di phishing e furto di dati».
Da qui l'invito del triestino a dare visibilità alla segnalazione e a mantenere alta l'attenzione, soprattutto quando vengono avanzate richieste insolite o urgenti.
«Non cliccate sui link, anche se conoscete il numero»
Il primo suggerimento contenuto nella segnalazione è netto: non cliccare su link sospetti, anche quando il messaggio arriva apparentemente da un numero già presente nella propria rubrica.
Rossetti invita inoltre a non effettuare trasferimenti di denaro e a non comunicare codici di verifica ricevuti tramite SMS o WhatsApp.
La prudenza, sottolinea, dovrebbe prevalere anche quando il nome visualizzato sul telefono appartiene effettivamente a una persona conosciuta.
Una telefonata per controllare chi c'è davvero dall'altra parte
Il terzo accorgimento indicato dal cittadino è estremamente semplice: verificare direttamente l'identità della persona che sta scrivendo.
Di fronte a una richiesta anomala, Rossetti suggerisce quindi di contattare il mittente con una chiamata vocale, anziché fidarsi esclusivamente della conversazione via messaggio.
Un controllo di pochi secondi può permettere di capire se sia realmente l'amico o il conoscente a chiedere aiuto oppure se dietro quella conversazione ci sia qualcun altro.
La segnalazione arrivata alla redazione si trasforma così in un invito alla prudenza rivolto ai triestini: un numero conosciuto non è necessariamente una garanzia sufficiente dell'identità di chi sta scrivendo.
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