Social, influencer triestina Samantha Favretto: «Guardo analytics, Paesi, orari e perfino i dispositivi» (VIDEO)

Dietro un contenuto pubblicato sui social può esserci molto più lavoro di quanto appaia sullo schermo. Orario, Paese di provenienza del pubblico, durata, formato e persino dispositivo utilizzato da chi guarda possono entrare nella pianificazione di un post professionale.
Samantha Favretto ha raccontato questo lato meno visibile del lavoro sui social durante la trasmissione di Trieste Cafe “Social, tra algoritmi e novità”.
Non esiste un orario uguale per tutti
Favretto parte dalle analytics.
«Devi guardare le analytics per sapere chi ti segue, quando si collega e, di solito, che tipo di contenuto guarda prima».
Un follower potrebbe utilizzare maggiormente storie e contenuti brevi durante alcuni momenti della giornata e dedicarsi invece a un video più lungo soltanto dopo il lavoro o dopo cena.
Sono comportamenti che cambiano il modo di programmare la comunicazione.
Età, località e dispositivo
L’analisi, però, può andare ancora più in profondità.
«In linea generale si guarda sempre un po’ tutto: l’età, il tipo di dispositivo da cui si connettono».
Favretto ha sottolineato che anche il dispositivo può incidere, perché alcuni contenuti possono essere fruiti meglio attraverso uno strumento rispetto a un altro.
Poi arriva uno dei fattori decisivi: «Gli orari sono fondamentali per sapere quando postare».
Pubblicare mentre si dorme
Se il pubblico è internazionale, il lavoro si complica ulteriormente.
Favretto ha spiegato di dover considerare anche gli utenti americani e canadesi.
Questo, però, non significa trascorrere la notte davanti allo smartphone.
«Io per esempio, che devo postare di notte, col cavolo che sto sveglia di notte. Programmo tutto, a meno che non siano le live».
La tecnologia permette quindi di pianificare in anticipo l’uscita dei contenuti.
Favretto ha raccontato di avere a disposizione gli orari delle città dalle quali provengono alcune delle persone che la seguono maggiormente, così da sapere quando intercettarle.
Il contenuto importante non può essere affidato al caso
Naturalmente rimane spazio anche per la sperimentazione.
Pubblicare qualcosa in un momento diverso può servire proprio per verificare se un nuovo approccio funziona.
Ma la strategia cambia quando il contenuto ha un obiettivo preciso.
«Se hai un contenuto a cui ci tieni e vuoi che vada a colpire una determinata zona, un determinato pubblico, devi sapere quando quel pubblico sarà presente».
Dietro la semplicità apparente di un post compare quindi una piccola macchina editoriale fatta di numeri, programmazione e conoscenza del pubblico.
DI SEGUITO IL VIDEO
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